PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

Procida, l’isola in provincia di Napoli, è la Capitale italiana della cultura 2022. Lo ha comunicato ieri, Lunedi 18 gennaio, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Procida, variopinta e cromatica, dai coloni greci di Cuma, ha ispirato il romanzo di Elsa Morante “L’isola di Arturo” del 1957, poi set cinematografico del film “il Postino” con Massimo Troisi. Con l’antica città greca-romana di Pozzuoli, Cuma, Baia, Bacoli, i Campi Flegrei, un territorio di elevato potenziale culturale e turistico. Dopo attenta valutazione dei progetti presentati questa la motivazione finale:

“Il contesto dei sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato. La dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria. La dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare grazie alla combinazione di questi fattori un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono”.

Oltre a Procida, le altre città in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022 erano: Ancona “La cultura tra l’altro”, Bari “2022 Capitale italiana della cultura”, Cerveteri “2022. Alle origini del futuro”, L’Aquila “AQ2022, La cultura lascia il segno”, Pieve di Soligo (TV) “Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana”, Taranto “Taranto e Grecia Salentina. La cultura cambia il clima, Trapani “Capitale italiana delle culture euro-mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione” Verbania “La cultura riflette. Verbania, Lago Maggiore” Volterra (Pi) “Volterra. Rigenerazione umana”.

La Capitale italiana della cultura è una novità introdotta con il Decreto Legge 31 maggio 2014, n. 83, contenente nuove misure in materia di tutela del patrimonio culturale, sviluppo della cultura e rilancio del turismo (convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 175 del 30 luglio 2014). In particolare, il provvedimento conteneva le misure Art-Bonus, atte a favorire il mecenatismo culturale attraverso un credito di imposta al 65% per gli anni 2014 e 2015 e al 50% per il 2016. Nel 2015 il titolo è andato a cinque città: Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna, che erano le “sconfitte” al titolo di Capitale europea della cultura 2019, andato a Matera. Per la Capitale italiana della cultura 2016 è stata invece scelta Mantova; per il 2017 Pistoia; per il 2018 Palermo; per il 2020/2021 Parma. Nel 2023 è già stata attribuita a Bergamo e Brescia. La prescelta di oggi è dunque la quinta ad avere il ruolo di capitale da sola per un anno intero e a ottenere un milione di euro dal Ministero dei Beni Culturali per la realizzazione del suo progetto. La sfida di Procida è interessante, non solo per il contesto paesaggistico e culturale dell’isola, ma anche del territorio e del golfo che va da Ischia ai Campi Flegrei. Storia, arte e natura elementi portanti e straordinari che oltre a Napoli sono propri della Campania felix, come appunto venne definita l’area geografica dagli antichi romani.

Francesco Fantini

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