TRIESTE, FASCINO MITTELEUROPEO

Ho avuto modo finalmente di visitare con attenzione Trieste durante le festività di fine anno. Un luogo che mi ha sempre affascinato, un grande porto di frontiera, al confine slavo, a pochi km dalla Slovenia, la bellissima ed elegante piazza Unità d’Italia con sontuosi palazzi ottocenteschi, il palazzo del Municipio, del Governo, dei Lloyds, che dà direttamente sul mare, un mar Adriatico azzurro sfiorato da brezze marine, venti, dal volo dei gabbiani e dalle tante imbarcazioni all’orizzonte. Le vie eleganti liberty, asburgiche, le larghe piazze, gli edifici decorati in Art Nouveau, sono testimonianza di una città importante tra settecento, ottocento e inizio novecento.

La ripida salita verso il romanico gotico della cattedrale San Giusto con sorprendenti mosaici bizantini testimoniano antiche civiltà, Trieste l’antica città romana di Tergeste con il suo teatro, l’arco di Riccardo e i resti della città vecchia tra viuzze e vicoli ripidi da cui si scorge il bel panorama sul golfo. Quell’aria e atmosfera fresca, mitteleuropea, tra est e mondo slavo, che si respira in ogni angolo lungo le vie del centro verso l’elegante e neoclassica piazza della Borsa ci accompagna negli itinerari lungo il centro. Città di scrittori, poeti, letterati, l’irlandese James Joyce che da lettore di lingua inglese visse a Trieste, qui completò il suo Dubliners e ideò e iniziò il capolavoro di una vita, l’Ulysses. Italo Svevo e i suoi luoghi, piazza Hortis, il poeta Umberto Saba che descriveva Trieste nei suoi contrasti, disinibita e aperta, ma anche schiva e ribelle, la sua scontrosa grazia, vedeva la città come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore, poi racconti di Magris e i suoi storici caffè, gli intellettuali ebrei Roth, Freud.

Il sapore, in un mix romantico e commerciale, di un porto sull’ alto Adriatico tra Impero Austro-Ungarico e la Serenissima. Trieste austriaca, Trieste italiana dal 1954, sobria, discreta, austera, raffinata, la passione per lo sport, i rossi alabardati della Triestina e la figura mitica del paròn Nereo Rocco, la tradizione cestistica triestina, il mare, le barche, la Barcolana. Mare e costa verso il bellissimo castello di Miramare, splendido scenario marino dove il castello venne atto costruire dall’arciduca Massimiliano, fratello dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, nel natale del 1860, per la sua residenza con la regina Carlotta prima della destinazione, a lui fatale, del Messico. Trieste è anche cultura, grandi mostre, da visitare quella dedicata a Escher, allestita al salone degli Incanti sul Lungomare. La prospettiva, l’abilità negli incastri geometrici, giochi illusionisti in realtà possibili e impossibili, l’enigma, i contrasti, paesaggi e dimensioni surreali, la tecnica nella xilografia, illusione e realtà nei suoi disegni, dimensioni convesse e concave in un turbinio di effetti, quando l’arte figurativa si coniuga con la matematica e geometria. Trieste magica, da scoprire piano piano con delicatezza e attenzione lasciandosi immergere in una fresca serata invernale, contemplando e vivendo un’atmosfera fatta dall’influenza di diverse culture europee.

Francesco Fantini

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