“Cadono parole”, le poesie di Liliana Paisa
Oggi pubblichiamo alcune poesie scritte dalla poestessa fabrianese Liliana Paisa, infermiera della Riabilitazione Intensiva dell’ospedale di Fabriano. Buona lettura.
HO UN ALBERO NEL PETTO
Ho un albero nel petto.
Respira nei miei respiri
come fossero i suoi frutti.
Sento le sue foglie diventare parole.
Le sue radici dormono nel mio dormire
e sognano.
Ho un albero nel petto
e ogni mattina raccolgo le mie parole
dai suoi rami.
GLI ALBERI PIANGONO
Gli alberi piangono altri alberi
e quando lo fanno smettono di farci ombra,
di essere nido, di essere ape.
Gli alberi piangono altri alberi
e quando lo fanno
l’aria cerca le particelle di respiro
nel sole affannato, nel vento confuso,
nella pioggia delirante con l’uomo dentro
che smarrisce la vita.
LO SPECCHIO
Ogni giorno piove dentro lo specchio.
Ogni notte stendo le immagini fuori
dalla sua cornice
sui fili della tela del vecchio ragno.
È un po’ come lavare l’abito di nozze
nel lavatoio del tempo.
Ogni volta una macchia sull’orlo di cenere,
sulle labbra riarse.
PROFUMI DI STELLA CADUTA
Profumi di stella appena caduta.
Per non perderti sono rimasta respiro
negli orizzonti, nelle perdute forme.
Mi vesto di luce nella tua iride
e rimango anima sospesa tra le comete.
Sognavo a metà i sogni tuoi.
I ricordi della Via Lattea erano i miei.
Le albe sprigionate dalla materia oscura
erano già tramonti sulla tua palpebra,
sulla mia immagine.
Nei riflessi senza nome,
la stessa simulazione di rimanere galassia.
CADONO PAROLE
Le parole cadono dagli alberi,
frutti rari.
Nell’erba alta – popoli smarriti e muti -.
Nessuno semina più la terra arsa dai silenzi.
Negli accordi segreti dormono gli indicativi presenti.
Chi passa vicino si ferisce nelle rimembranze.
Cadono parole nel vuoto dei popoli
e le mani dei vecchi le tengono,
storie di vita vera.
Liliana Paisa

