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Fabriano – Beko, i sindacati chiedono Tavolo di settore e nuova convocazione ministeriale

Fabriano – La vertenza Beko, a un anno dall’accordo per il rilancio della multinazionale, è stata affrontata recentemente a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I sindacati hanno denunciato «una situazione preoccupante nello stato di attuazione del piano industriale». Sul tavolo gli investimenti, in ritardo, e l’uso della cassa integrazione nonostante le uscite volontarie. Nel corso del summit Beko, pur sostenendo di aver investito lo scorso anno 110 milioni di euro nelle fabbriche italiane, ha comunque ammesso una difficile situazione di mercato, che ha comportato la necessità di aumenti di capitale e che affonda le sue radici in uno spostamento dei consumi sulle gamme più economiche, nonché su una concorrenza asiatica sempre più agguerrita. Fim, Fiom, Uilm, Uglm denunciano «il ritardo negli investimenti e il calo dei volumi, che mettono a repentaglio la buona riuscita del piano, poi le storture evidenti nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali (in particolare rispetto ai lavoratori con ridotte capacità lavorative e ai white collar) dalla mancanza di una rotazione equa fra i lavoratori a una carenza nelle operazioni di ricollocazione interna».

I sindacati hanno chiesto, terminato il percorso di uscite incentivate, di avviare un percorso di stabilizzazione dei lavoratori interinali ed in staff leasing presenti in tutti gli stabilimenti e l’insediamento di un tavolo di settore per gli elettrodomestici (che la sottosegretaria Fausta Bergamotto ha confermato) e una riconvocazione a Roma al Mimit. Nel Fabrianese la cassa integrazione è molto utilizzata nonostante le uscite volontarie che nello stabilimento di Melano-Marischio hanno raggiunto il 150% degli esuberi. Al momento rimane una settimana media di cassa al mese. Il piano di uscite è realizzato al 150%, ma nonostante questo ed una piccola ripresa di quote di mercato resta alto l’utilizzo della cassa oltre il 25%. A Fabriano, nella sede impiegatizia, ci sono 206 esuberi. Sono 96 uscite volontarie di cui 98% impiegati. Ad oggi 56 persone sono in cassa al masso utilizzo, di cui 4 con accordo sottoscritto di uscita. Percentuale del completamento del piano al 74%. Per quanto riguarda il sito di Melano: 65 esuberi. 88 uscite, di cui l’86% operai. Otto persone sono in cassa al massimo utilizzo e altrettanto in cassa con accordo di uscita con il prepensionamento. Al Tavolo ha partecipato anche l’assessore regionale Tiziano Consoli che ha ribadito la necessità di un piano di investimenti dettagliato e concreto per garantire il futuro produttivo e occupazionale dei territori coinvolti: «Abbiamo richiesto – ha detto – ancora una volta un programma preciso, con tempistiche definite ed evidenze realizzative anche alla luce di potenziali margini di crescita produttiva: un incremento stimato del 6,50% per Melano. In presenza di questi segnali la Regione è pronta a sostenere percorsi di reindustrializzazione, puntando al mantenimento e, se possibile, all’incremento dei livelli occupazionali».

m.a.