FEDERICA E ALBERTO, UN VIAGGIO A CAVALLO PER 20 ANNI DI AMORE

Fabriano – Spirito di avventura, rispetto e passione per il mondo naturale ed animale, desiderio di scoprire nuovi percorsi e luoghi incontaminati dove addirittura qualche famiglia vive ancora senza telefono o connessione internet, completamente isolata dal resto del mondo. Per i nostri lettori il racconto di Federica Di Pietro ed Alberto Vitali, una coppia fabrianese che ha scelto di coronare i venti anni di amore e di convivenza con una vacanza particolare con destinazione Calenzano, in Toscana, città nativa di Alberto. Lui in mountain bike e lei a cavallo, in compagnia del loro inseparabile cagnolino Macchia, hanno vissuto un’avventura particolare ed unica nel suo genere.

A chi dei due è venuta in mente l’idea di questo viaggio inusuale e sicuramente molto originale?

L’idea è venuta a Federica ad ottobre del 2019, per festeggiare i nostri 20 anni di convivenza abbiamo deciso di tornare in Toscana in questo modo, a cavallo ed in mountain bike.

Che itinerario avete scelto per questa vostra insolita avventura?

L’itinerario è stato scelto sulla base di vie già esistenti, quali vari tratti della via Francigena, lo “00” e soprattutto la Gea Bike (Grande escursione Appenninica). Le tappe sono state dieci in tutto, partendo da Rocchetta Bassa di Fabriano, proseguendo per Monterosso (Sassoferrato), Chiaserna (Ps), Cantiano, Apecchio, La Montagna (Sansepolcro), Pieve Santo Stefan, Badia Prataglia, Passo della Calla, passando per Camaldoli (Parco Nazionale Foreste Casentinesi e Campigna) fino a Podere La Greta (San Godenzo), Casa al Giogo (Passo del Giogo) Scarperia e  per finire, come decima tappa, Le Croci (Calenzano).

Come siete riusciti a conciliare le esigenze richieste dai vostri due differenti “mezzi” di trasporto?

La difficoltà più grande è stata trovare il posto per la cavalla. In ogni tappa Alberto, essendo più veloce, si è fatto un doppio percorso per il recupero del mezzo (auto e trailer).

Durante il percorso avrete di certo destato curiosità negli abitanti dei luoghi in cui avete sostato o soggiornato. C’è un ricordo o un aneddoto particolare che desiderate raccontare ai nostri lettori?

Le persone che ci hanno incontrato erano stupite da questa diversità di mezzo di trasporto e dunque di passione. Alla terza tappa abbiamo incontrato un contadino con il suo particolare mezzo agricolo, un vecchio mularo. Ci ha raccontato della sua esperienza con i muli da legna con le lacrime agli occhi. E’ stato molto commovente. Poi sicuramente al “Podere La Greta”, un vero e proprio tuffo nel passato. All’interno della Riserva Naturale abbiamo incontrato i carabinieri forestali che sono stati gentilissimi con noi e ci hanno fatto pure un video, sorpresi dal nostro particolare equipaggiamento.

Un’esperienza simile può rafforzare molto una coppia. Ci sono stati dei momenti di difficoltà e smarrimento o è filato tutto liscio?

Non abbiamo mai litigato, ma il viaggio è stato molto duro. Innanzitutto il gran caldo, poi abbiamo affrontato le intemperie con tanta pioggia e grandine. Molti sentieri non erano curati, presentavano piante molto basse e molte pietre, nonché salite scivolose che rendevano difficoltoso il percorso, non solo a cavallo, ma anche in mountain bike. Macchia, il nostro cane meticcio, ci ha seguito in tutti gli spostamenti, un vero fenomeno!

Organizzerete in futuro altre vacanze simili, magari avete già in mente un nuovo itinerario?

Abbiamo in progetto di organizzare un viaggio nell’altro percorso del Gea Bike che porta fino alla Liguria ma anche il giro del Gran Sasso, molto duro. Il viaggio da noi affrontato non é per principianti, sia per quanto riguarda i cavalieri e le amazzoni, sia per i bikers. Di certo un biker avrebbe percorso questo viaggio in solo quattro tappe e non in dieci. L’organizzazione ha richiesto molti di mesi di lavoro per la scelta dei sentieri e dei luoghi di sosta possibili che accettassero la cavalla ed il cane. Insomma è stato un #unviaggioincredibile!

Gigliola Marinelli

 

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