RESTARE A CASA

Restare a casa. Un imperativo categorico, non un suggerimento. Fabriano ed il comprensorio tutto stanno affrontando l’emergenza del Coronavirus con dignità ed impegno. A fronte di qualche sciocco che ancora non comprende la gravità della situazione che stiamo vivendo, con una pandemia in corso, i fabrianesi obbediscono. In coda all’ingresso del supermercato, la maggior parte con mascherina e guanti, attendono il proprio turno per poter accedere e fare la spesa. Vorrei evidenziare la costanza e disponibilità di coloro che lavorano nei supermercati e negozi cittadini aperti ancora al pubblico per la vendita di beni di prima necessità, molti esercizi si sono anche organizzati con la consegna a domicilio. A loro il nostro grazie per l’accoglienza e la dedizione con cui sopportano lunghi turni di lavoro, sempre con il sorriso, anche se celato dalla mascherina. Di contro, risulta più difficile convincere le persone a non uscire di casa per la passeggiata quotidiana o la corsetta di rito. Riscontriamo resistenze, mi auguro dovute ad una non effettiva conoscenza del pericolo a cui espongono loro stessi ma soprattutto il prossimo alla possibilità di amplificare il contagio. Dedico un pensiero anche a noi giornalisti, categoria spesso maltrattata ed al centro del mirino. Non ci siamo mai fermati. Abbiamo informato, rassicurato, spesso anche bacchettato alcuni cittadini indisciplinati ma ci siamo stati, siamo tuttora presenti con report giornalieri, approfondimenti, interviste. Abbiamo forse saturato anche i social con notizie ed informazioni utili, ma credo sia legittimo per il ruolo che ricopriamo e per la responsabilità che ci assumiamo ogni volta che pubblichiamo una notizia. E’ questo dovere di informare, verificando l’attendibilità delle notizie e delle fonti da cui le stesse vengono diramate, che risiede il senso del nostro fare informazione.

Credo fermamente che proprio in questi momenti di criticità il nostro impegno sia anche di forte supporto per le Istituzioni tutte, in una visione di rete oggi più che mai necessaria. Non c’è stato un giorno in cui non abbiamo dedicato un plauso a medici, infermieri, operatori sanitari e volontari che sono impegnati in prima linea in questa lotta, purtroppo, ad armi impari. Il nemico da combattere è sconosciuto, subdolo, tutt’altro che banale. Sottolineo la potente esposizione al rischio di chi opera negli ospedali, donne e uomini che, terminato il turno, ritornano a casa dalle loro famiglie con il cuore in gola per il timore di essere stati contagiati, alcuni lo sono stati, immagino e sono vicina alla loro sofferenza nel vivere questo isolamento e non poter continuare a svolgere il proprio lavoro. Per rispetto della missione quotidiana di questi nostri eroi, dobbiamo applicare alla lettera tutte le indicazioni e rispettare i divieti forniti dal Ministero della Salute. Più che per noi stessi, per gli altri. E nell’imperativo categorico, ripeto, del restare a casa e dell’uscire solo per necessità primarie quali fare la spesa o acquistare farmaci che si potrà valutare il grado di civiltà che la nostra comunità cittadina è invitata a dimostrare. Personalmente, per il grande amore che mi lega a Fabriano ed a chi la abita, credo di poter spezzare una lancia a nostro favore. Insieme possiamo farcela, trovando sostegno e conforto l’un l’altro, con lo sguardo rivolto al Cielo, nel silenzio di una preghiera o nella forza di un abbraccio virtuale, oggi l’unico possibile. Buona fortuna a tutti, facciamo i bravi.

Gigliola Marinelli

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