CORONAVIRUS, PRIMI DUE GUARITI NELLE MARCHE

di Marco Antonini

Ancona- “Oggi, 21 marzo, possiamo dare una buona notizia: nelle Marche ci sono i primi due guariti”. Lo ha annunciato il presidente Luca Ceriscioli, dopo aver ricevuto dal Gores la comunicazione ufficiale. La prima persona guarita è un anziano di Pesaro, di 88 anni, uno dei primi casi delle Marche, risultato positivo il 29 febbraio, ricoverato in rianimazione, poi trasferito in un reparto dedicato ai malati Covid e infine dimesso. La seconda persona guarita è una signora, anche lei di Pesaro, di 55 anni, anch’essa risultata positiva il 29 febbraio e da quella data in isolamento domiciliare. Le indicazioni nazionali del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di Sanità stabiliscono che una persona è dichiarata guarita dopo la scomparsa dei sintomi e avendo eseguito due tamponi risultati negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Ricordiamo che fino a ieri i dimessi erano 45, un numero destinato sicuramente a salire con il prossimo aggiornamento del Gores.

Il Gores 

La situazione aggiornata dei tamponi, comunicata questa mattina, sabato 21 febbraio, dal Gores della Regione Marche, dopo le analisi di laboratorio che si sono concluse nella notte, segnala altri 172 positivi, su un totale di 570 testati. I positivi salgono così, in totale, a 2.153, su 5.740 testati. Ieri i nuovi casi positivi erano stati 250.

I sindacati

“La nostra Regione sta attraversando una fase complicatissima determinata dal fatto che l’emergenza Covid-19 è tra le più acute dell’intero panorama nazionale. Oltre agli sforzi che debbono essere prodotti per rafforzare le misure di carattere sanitario, partendo dall’improrogabile esigenza di potenziare il contingente di personale impegnato su tutti i fronti dell’assistenza, di incrementare i posti letto, soprattutto di terapia intensiva e sub-intensiva, di assicurare agli operatori, in ogni contesto, un’adeguata dotazione di DPI, ad avviso di CGIL CISL UIL Marche, serve una ulteriore forte stretta sulle autorizzazioni alla mobilità e sul complesso delle attività produttive dei settori non essenziali. Bisogna contenere con decisione gli spostamenti non indispensabili. Per questo, sulla base delle motivazioni addotte anche nell’ordinanza n.10 della Regione, per arginare l’epidemia vanno fermate o limitare fortemente tutte le attività non essenziali. In questo quadro, come più volte sollecitato dalle federazioni di categoria, vanno ridotti gli orari degli esercizi commerciali, contenendo le aperture non oltre le 18 nei giorni feriali e chiudendoli la domenica. Va altresì ridotta l’attività di Poste e Banche che possono e devono erogare i servizi on-line”. Così, in una nota, Cgil, Cisl e Uil Marche.

Ammortizzatori sociali in deroga

Ancona – Sottoscritta l’Intesa istituzionale territoriale per la regolamentazione degli strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che non hanno accesso alla cassa integrazione ordinaria. Alla firma, che si è svolta in videoconferenza, erano presenti l’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi ed i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e sindacali riconosciute nell’ambito della Commissione regionale lavoro. L’Intesa resta aperta alle altre categorie professionali che hanno dato apporto al dialogo e vorranno condividerla. “Con l’accordo è stata reintrodotta la Cassa integrazione in deroga – spiega l’assessore Bravi – che verrà concessa per 9 settimane con decorrenza dal 23 febbraio 2020. In questo drammatico momento di emergenza epidemiologica riteniamo indispensabile un sostegno al reddito per i datori di lavoro e i lavoratori, un sostegno che la stessa Ministra ha definito come una prima tranche di un provvedimento in continuo mutamento e aperto a modifiche in itinere. L’intesa fa seguito al Decreto Cura Italia che ha messo a disposizione 3,3 miliardi di euro per la Cig in deroga che verranno ripartiti tra le Regioni e definisce le modalità di intervento per l’erogazione della quota parte di risorse che verranno assegnate alle Marche dal Governo. Restiamo inoltre in attesa dello sblocco, da parte del Ministero del Lavoro, dei fondi residui degli ammortizzatori sociali in deroga frutto della gestione virtuosa degli anni pregressi da parte della nostra Regione e pari a 27,2 milioni di euro. Siamo pronti a fare la nostra parte e a mettere queste risorse a disposizione delle aziende del territorio il prima possibile”.

La CIGD è prevista per i datori di lavoro del settore privato inclusi quelli agricoli, della pesca, del terzo settore e del mondo delle professioni compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, con unità produttive nelle Marche. Non previsti dal decreto ministeriale i datori di lavoro domestico per cui la Regione sta comunque studiando un’alternativa che possa fornire loro sostegno. Beneficiari sono i lavoratori dipendenti sia a tempo determinato che indeterminato (operai, impiegati, quadri, apprendisti con contratto professionalizzante, soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato, lavoranti a domicilio in regime di mono commessa, pescatori anche delle acque interne, imbarcati a qualunque titolo e /o iscritti a ruolino di equipaggio e tutti gli altri lavoratori dipendenti con qualsiasi forma contrattuale di lavoro subordinato). Non è prevista una anzianità minima aziendale. Per i lavoratori a tempo determinato la CIGD termina alla scadenza del contratto. I lavoratori per i quali viene chiesta la concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga devono risultare in forza presso i datori di lavoro richiedenti alla data del 23 febbraio 2020, salvo la possibilità di includere i lavoratori che sono stati assunti successivamente entro la data di entrata in vigore del decreto. I lavoratori somministrati, al verificarsi delle condizioni elencate, riferite ai datori di lavoro che aderiscono ai Fondi Bilaterali, accedono alla CIGD quando gli altri lavoratori della stessa unità produttiva/operativa siano interessati o beneficiano di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ordinari o in deroga per i propri dipendenti. I lavoratori intermittenti accedono alla CIGD nei limiti delle giornate di lavoro concretamente effettuate secondo la media dei tre mesi precedenti. Il trattamento di CIGD, limitatamente ai lavoratori del settore agricolo, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti ivi previsti, è equiparato a lavoro ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione agricola. La causale per il ricorso alla CIGD è unica : “sospensione effettuata per l’emergenza epidemiologica da Coronavirus -COVID 19”. Le parti attraverso l’Intesa si impegnano infine a monitorare periodicamente l’andamento operativo e finanziario dell’intervento e ad assumere ulteriori determinazioni qualora intervengano nuove disposizioni in materia, con particolare riferimento ai lavoratori domestici e ai lavoratori della pesca, vista la specificità dei settori.

SCHEDA TECNICA

Procedura

La domanda di CIG in deroga deve essere presentata dal datore di lavoro interessato (nel caso dei lavoratori a domicilio monocommessa, dal datore di lavoro committente e nel caso dei lavoratori somministrati dall’agenzia per il lavoro) in forma telematica al sistema COMarche entro il 31 luglio 2020.

Consultazione sindacale

E’ prevista una comunicazione da inviare preventivamente via PEC, alle OO.SS. territoriali dello specifico settore ai fini della consultazione sindacale.

La procedura prevede un esame congiunto effettuato attraverso una comunicazione telematica da parte dell’OO.SS. alle aziende, tale esame si considera espletato favorevolmente se entro le 48 ore non ci sarà nessuna risposta da parte delle organizzazioni sindacali.

Per le aziende fino a cinque dipendenti l’accordo sindacale non è necessario, è sufficiente una comunicazione preventiva via PEC alle OO.SS. territoriali.

Istruttoria

La Regione Marche istruirà le domande secondo l’ordine cronologico di presentazione e invierà all’INPS regionale oltre al provvedimento di concessione, anche la lista dei beneficiari. L’INPS provvederà all’erogazione delle prestazioni, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa delle risorse che verranno assegnate alla Regione Marche.

I datori di lavoro e i professionisti incaricati, al fine di procedere con esattezza nella predisposizione delle istanze, potranno avvalersi – preventivamente alla presentazione delle domande – della consulenza tecnica di un operatore regionale a disposizione dal lunedì al giovedì dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 e il venerdì dalle 09.00 alle 13.00, raggiungibile attraverso posta elettronica all’indirizzo dedicato infoCIGDcovid19@regione.marche.it.

Autorizzazione

La Regione Marche procederà all’autorizzazione o al diniego della concessione dei trattamenti di CIG in deroga richiesti in coerenza con l’Intesa.

A seguito dell’accoglimento della domanda di CIG in deroga da parte della Regione, l’INPS Regionale provvederà alla liquidazione del trattamento spettante al lavoratore esclusivamente attraverso la modalità del pagamento diretto.

Al tal fine i datori di lavoro interessati comunicheranno mensilmente all’INPS Regionale a consuntivo entro il 20° giorno del mese successivo alla sospensione l’utilizzo effettivo dell’ammortizzatore sociale concesso attraverso i modelli SR 41 trasmessi in via telematica.

Monitoraggio

Il monitoraggio fisico e finanziario è garantito dalla Regione Marche e dall’INPS Regionale, le cui risultanze verranno comunicate alle parti sociali firmatarie della presente intesa.

Controlli

L’INPS regionale è deputato alla effettuazione di controlli nei confronti dei datori di lavoro beneficiari della CIG in deroga incluse quelle che non hanno comunicato l’utilizzo effettivo della CIG in deroga richiesta attraverso il Mod. SR 41.

 

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