LA TIPOLOGIA DEL TURISTA ITALIANO, UN UNIVERSO UMANO

Che spasso i turisti italiani in gruppo, davvero uno spaccato della nostra società, li osservo e li studio, per divulgare ti devi muovere a seconda dei soggetti, bisogna accontentare tutti…beh c’è il “cultore”, colui che pretende e apprezza la qualità della visita, la parola ridondante, il capolavoro raffinato, colui che ascolta e interviene poco, ma spezza il ritmo con un riferimento che lui pensa che nessuno sappia, vuole stupire e anche approfondire, è molto spesso un intenditore della buona tavola e della cucina tipica, c’è il “buontempone” che cerca di sdrammatizzare tutto, fa sempre la battuta a ogni racconto, commentando papi, principi, re e donne d’arte, sbeffeggiando i suoi amici, a volte azzecca la battuta e contento si compiace, altre volte sbaglia i tempi irritando il gruppo contrariato. La “persona semplice”, cultura medio-bassa, in genere padre di famiglia con consorte accanto sempre molto attenta, viene per passare una bella giornata e per aumentare la sua conoscenza, altamente curioso, si impressiona per aneddoti clamorosi e fa domande inaspettate in ogni angolo di strada che trova, dice sempre che è ignorante e che vuole sapere, rimane sempre estasiato, è tra coloro che invocano un ottimo piatto di spaghetti in ogni sosta e un buon caffè nei corner, ma che nello stesso tempo è anche quello che al ritorno, racconterà con enfasi ad amici e colleghi le incredibili e inaspettate cose viste.

Il “professionista o manager”, in genere con moglie amante del bello, è sempre sotto stress, con il cellulare che squilla sempre, molto spesso per notifiche inutili, vuole un po’ di evasione, osserva tutto a modo suo, sembra distratto ma non lo è, ammira i grandi mecenati, le opere grandiose, spesso commenta con riferimenti ingegneristici o finanziari, si stupisce delle meraviglie, cerca di valutare la grandiosità pensando alle finanze del committente e riportando il tutto alla sua vita in azienda, è un ammiratore dei grandi personaggi della storia, insomma di quelli che ce l’hanno fatta e della bella vita ovviamente. La “donna d’arte vamp”, un classico, in genere elegante, intrigante, un po’ schampista, borsa di pitone, che con movimenti ondulati spara delle domande a raffica uscite da un cilindro nascosto e inesplorato, può prendere in contropiede, ma per certi versi è prevedibile, poi c’è la “donna di casa” che a passo cadenzato segue le amiche confusionarie o il marito intento a scattare una vagonata di foto, ma sorride, è contenta, poi si stanca, stakanovista non vuole perdersi nulla, non fa domande, anzi le fa quando non ce la fa più. C’è il “buongustaio” che apprezza si il bello, ma si guarda intorno anche per cogliere quale sarà la taverna più vicina dove fiondarsi, bruciando tutti come uno sprinter appena finita la spiegazione. Non può mancare il “fotografo o il videomaker” che vuole il dettaglio, scatta 100 foto per ogni arto di una scultura, anche quelle mai citate, e almeno 50 a random in scorci simili e uguali, si esalta con video rocamboleschi riprendendo di tutto, meno il punto focale, rimane sempre per ultimo e il suo recupero spesso è complicato, c’è la studentessa che cerca di ricordarsi i riferimenti scolastici, le situazioni studiate, foto viste nei libri, osserva, scrive, guarda, rimane in silenzio, è assorta. Il “Selfie-man”, in ogni angolo, in ogni via, in ogni monumento, in ogni scorcio, se trova il vip non immaginiamo la scena, scatta il selfie, è lo specialista e scatta selfie per tutti, sarà il primo con batteria scarica già a mezzogiorno.

Il “critico”, con aria distaccata segue tutto e spara sentenze dissacrando o esaltando e soprattutto criticando la propria città rea di non fare nulla e di non promuovere il proprio patrimonio, il “patriota” invece, ottimo cultore, si entusiasma, ma con orgoglio tira fuori la città natia ogni volta che ci vede un collegamento, a volte anche creato dal nulla, ed ecco il “politico” che guarda se una città è pulita, funziona, è a regime. Osserva e proclama sentenze condizionato assai dal colore della giunta in carica in loco, a volte inizia dibattiti con soggetti del gruppo che poi vanno a sfociare in sfottò calcistici e in polemiche infinite sul governo, immancabile il “marcatore”, è sempre addosso, in prima fila, se ne sbatte del gruppo, non si stanca mai, detta il ritmo, instancabile, è sempre attrezzato, a volte in versione alpina in porti di mare, non lascia nulla al caso, ha la mappa in testa, la tabella orari, è sempre pronto e al traguardo riparte. Che bello e vario questo universo…

Francesco Fantini

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