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Vendita Agricom, la replica del sindaco

Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, replica alla presa di posizione di U.N.C.I. Marche su Agricom

Sono 4 anni che stiamo gestendo questa situazione che non abbiamo di certo cercato nè creato noi. A monte di tutto, come abbiamo detto più volte, c’è una legge nazionale che determina quali siano le caratteristiche che una azienda debba avere per poter essere considerata una società partecipata. E’ la così detta Legge Madia del 2017 entrata in vigore pochi giorni prima del nostro insediamento. In base a questa legge l’Agricom non aveva le condizioni per poter continuare ad essere annoverata tra le aziende partecipate. Sull’Agricom avevamo puntato molto, basta leggere il nostro programma elettorale, ma purtroppo ci siamo trovati nelle condizioni di non poter realizzare quanto avremmo voluto.
Abbiamo diverse volte rappresentato quello che sarebbe stato il percorso e lo abbiamo fatto supportati da tutti i soggetti coinvolti ossia il liquidatore e i Dirigenti che per diverse competenze hanno gestito la procedura.
Sul tema si sono espressi tutti ma sempre senza tener conto di quanto è stato più volte rappresentato. Ancora una volta leggo parlare di svendita e in questa nota addirittura si parla del patrimonio agricolo segno che chi scrive non è nemmeno a conoscenza di quello che è l’iter avviato ma nonostante tutto sente il diritto di esprimersi parlando di “scempio”. Lo scempio sta proprio nel parlare senza conoscere con il solo risultato di creare confusione e innescare polemiche inesistenti.
Intanto non è corretto parlare di “svendita”. La procedura che sarà concretizzata a breve consentirà di vendere l’azienda per il suo valore reale. Ad essere venduta è l’azienda e non il patrimonio del comune. I terreni e gli immobili rimangono di proprietà del comune che incasserà dal canone di locazione circa 25 mila euro all’anno, ossia, potenzialmente 750 mila euro per la durata del contratto.
Inoltre nel bando di vendita sono inserite delle condizioni che il conduttore dovrà rispettare, indicazioni inserite nella delibera di giunta che proprio oggi abbiamo approvato, e in particolare :
– l’allevamento bovino allo stato semibrado e in regime biologico volto anche alla fornitura di carne alle mense scolastiche del comune di Fabriano
– la disponibilità ad avviare/sostenere progetti riguardanti l’allevamento suinicolo allo stato semibrado con conseguente sostegno a progetti riguardanti l’allevamento dei maiali finalizzati alla produzione del Salame di Fabriano e partecipazione alle attività del Consorzio per la Tutela e Produzione del Salame di Fabriano
– disponibilità a partecipare al progetto di recupero della razza dell’agnello fabrianese e sua commercializzazione sul territorio
– disponibilità a collaborare con partner scientifici, quali l’Università e Istituto agrario a progetti ritenuti di interesse strategico per l’Amministrazione Comunale e per il territorio quali l’implementazione di un progetto di azienda agricola sostenibile e a supporto della biodiveristà
– riavvio della fattoria didattica allestita all’interno dell’azienda agricola con l’obiettivo di utilizzare la struttura per collaborazioni sia con le scuole di ogni ordine e grado sia con enti specifici del settore sui temi sensibili come “agricoltura biologica, agricoltura sostenibile, produzioni a Km 0, alimentazione consapevole ecc..
– organizzazione di colonie estive per i bambini.

Tutte attività che la gestione dell’azienda fatta sin dall’inizio della sua fondazione NON AVEVA MAI FATTO, nel silenzio e nel disinteresse generale di chi oggi improvvisamente scopre il valore di questa azienda. La gestione dell’azienda negli anni prima del nostro insediamento è stata caratterizzata da improvvisazione e totale mancanza di programmazione e di visione ma nessuno sembra essersene mai accorto. Noi sì, ed è per questo che il nostro programma prevedeva già i progetti che ora saranno attivati con la vendita dell’azienda. Non è importante che a farlo sia una azienda partecipata o una azienda che andrà a gestire il patrimonio pubblico. L’essenziale è che si faccia. Finalmente.