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Diocesi Fabriano-Matelica: “Le vie di San Francesco” tra Marche e Umbria

La Diocesi di Fabriano- Matelica, in collaborazione con diverse associazioni del territorio diocesano, ha coordinato e promosso una serie di iniziative che culmineranno proprio nel giorno dell’ottavo centenario dalla morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta il 4 ottobre 1226. Abbiamo raggiunto la dottoressa Laura Barbacci, Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto della diocesi di Fabriano-Matelica e Federico Uncini di Fabriano Storica per scoprire qualche dettaglio in più del progetto “Le vie di San Francesco” tra Marche e Umbria.

Dottoressa Barbacci, come nasce il progetto “Le vie di San Francesco” e con quali finalità?

Celebrare indubbiamente il Santo d’Assisi, infatti abbiamo chiesto ed ottenuto il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi ma anchemostrare un altro punto di vista per vivere il territorio. Il cammino di San Francesco verso Fabriano, attraverso l’Appennino, è un itinerario storico e spirituale di grande fascino, documentato fin dal suo primo viaggio nella Marca nel 1209-1210. Il Santo seguì antiche direttrici che collegavano l’Umbria all’Adriatico, toccando proprio, tra gli altri, alcuni dei luoghi proposti dal nostro cartellone. 

Un programma molto intenso che avrà inizio il 30 aprile e che terminerà il 4 ottobre. Come sarà strutturato questo percorso?

Partiremo da ciò che abbiamo in città in una sorta di cammino all’inverso. Da Fabriano ritornando sui passi di Francesco nella valle del Giano verso l’Umbria. Inizieremo al Museo Diocesano che farà da cornice a i viaggi e i luoghi di San Francesco raccontati da due noti e apprezzati narratori: Federico Uncini e Aldo Pesetti. Da qui, tempo permettendo, andremo a Via Valpovera e toccheremo il Loggiato di San Francesco. Gli incontri successivi saranno “sul campo” e declineranno il tema in chiave naturalistica, teatrale, favolistica con uno sguardo ai bambini e alla storia locale. Cercheremo di toccare un po’tutti gli aspetti e tutti i luoghi che abbracciano Fabriano. A piedi cammineremo da Cancelli a Santa Maria d’Appennino poi da Camporege a Valleremita. Tutte le tappe sono state condivise con i frati di Valdisasso che saranno con noi per aprire e chiudere questo cammino. La festa finale all’Eremo sugellerà l’iniziativa con l’immancabile offerta dell’olio che rinnova la straordinaria devozione, l’attaccamento e l’amore che la comunità nutre per Francesco. Esso alimenta la luce che arde perennemente: simbolo della presenza del santo, espressione della devozione ma anche un segno di buona riuscita della raccolta.

Una particolarità del progetto è la capacità di aver fatto rete con le associazioni del territorio. Quante ne sono state coinvolte e che risposta avete ottenuto?

Una risposta prontissima e incondizionata. Abbiamo raccolto l’adesione di 8 associazioni che con naturalezza si sono inserite nel progetto e tra di loro hanno creato sinergia senza sovrapporsi. Ognuna ha portato avanti la sua idea senza imporsi e nel giro di poco è nato il programma. Non posso che augurarmi che si continui su questa strada e si abbandoni la logica del piccolo feudo personale. Il grazie più grande va ai Frati Minori delle Marche, Terra dei Fioretti, poi Fabriano Storica, Aula Verde di Valleremita, C.R.A.L. di Domenico Bilei, Università del Camminare, Lo Spirito e la Terra, Gruppo Giovani Guide, La Casa sulla Collina di Domenico e Francesca e Tuficum 2000 d.C.

Come avete declinato la figura di San Francesco ed il suo messaggio spirituale nell’ambito dei luoghi del nostro territorio che sono stati attraversati dal Santo?

Abbiamo rappresentato prima di tutto lo spirito di povertà di San Francesco, l’amore per il camminare immerso nella natura e il rapporto dell’uomo con quest’ultima. Inoltre, abbiamo inserito le varie leggende tra cui la leggenda del lupo da San Francesco incontrato lunga strada per Val di Sasso, che fu ammansito dal Santo con un segno della croce e che lo accompagnò fino a Civita dal suo confessore Raniero. Diversi studiosi e appassionati stanno cercando la grotta del lupo o del Beato Raniero dove quest’ultimo dimorava in penitenza.

Attraverso le vie percorse da San Francesco tra Marche e Umbria, quali sono oggi le tracce ed i segni lasciati da questo Santo molto amato dai fedeli di tutto il mondo?

Santa Maria di Civita luogo della confessione del Beato Raniero; la località di Camporege luogo del miracolo del campo lavorato e la chiesa di S.S. Trinità detta di San Francesco dove lui certamente si è fermato in preghiera; Eremo di Valdisasso dove il Santo ha soggiornato in diverse occasioni nel suo peregrinare e più in alto il sito definito la Porziuncola delle Marche dove si raccoglieva in preghiera solitaria.

Gigliola Marinelli