Scuola Marco Polo, nodo trasporti

A pochi giorni dal ritorno degli studenti sui banchi, a Fabriano si parla della scuola media Marco Polo, chiusa d’urgenza a maggio (non risponde ai requisiti dettati dalla normativa del 2018) e trasferita, per i prossimi anni, all’istituto Morea, quartiere Santa Maria in attesa dei lavori nel plesso di via Fabbri. Sulla vicenda il consigliere di Fabriano Progressista, Andrea Giombi, ha presentato interpellanza per chiedere all’Amministrazione comunale un aggiornamento della situazione e se è tutto pronto per l’avvio dell’anno scolastico. In primo piano anche i trasporti. L’associazione “La scuola siamo noi” evidenzia che “si rende necessario l’impiego di due mezzi che operino contemporaneamente al fine di garantire a tutti gli studenti l’accesso alle lezioni entro le 8.15. Considerato che l’indisponibilità della sede è un fatto imprevisto e sconosciuto ai cittadini, non appare legittimo imporre alle famiglie il costo dell’intero abbonamento pullman: affinché il diritto allo studio di tutti sia tutelato, il servizio di navetta dal piazzale della scuola Marco Polo – fanno sapere gli attivisti dell’associazione – alla sede provvisoria della scuola “Morea” deve essere gratuito”. Alla riunione indetta da “La scuola siamo noi”, nei giorni scorsi, non ha partecipato il sindaco. Attacca Ennio Mezzopera, coordinatore Fratelli d’Italia, Fabriano: “La sedia a lui riservata è rimasta vuota. Il sindaco fugge dalle proprie responsabilità e dalle domande e dalle questioni poste dai genitori dimostrando ancora una volta incapacità e mancanza di rispetto”. Replica il sindaco, Gabriele Santarelli: “Da quando abbiamo dovuto chiudere la scuola è stata una corsa contro il tempo per individuare una sede alternativa. Sono quotidiani i contatti con i Dirigenti scolastici delle due scuole e tutti gli uffici stanno lavorando per fare in modo che l’anno scolastico possa iniziare nelle migliori condizioni. Questa è la terza scuola che abbiamo dovuto chiudere e dislocare altrove e potrebbe non essere l’ultima. Paghiamo lo scotto di avere un patrimonio immobiliare scolastico vecchio e il fatto di aver deciso di dare priorità a questo tema piuttosto che ad altro, senza voltarci dall’altra parte”.

m.a.

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