Fabriano – Troppi mesi per fare una visita per rinnovare la patente. L’appello dei diabetici

E’ una vera e propria odissea quella che devono affrontare i diabetici di Fabriano e del comprensorio. Per rinnovare la patente, ad esempio, è una corsa contro il tempo e bisogna avviarsi con molti mesi di anticipo, quasi un anno prima. L’ultima segnalazione arriva da un paziente di mezza età residente in città che vede scadere la patente di guida questo mese di luglio. Si è avviato con un certo vantaggio per fare tutti gli esami necessari ad ottenere l’ok per arrivare al rinnovo vero e proprio (i diabetici seguono un iter diverso), ma non è bastato. Risultato? La visita medica con il diabetologo, nella struttura Asur di via Marconi, è stata fissata per novembre. Bisognerà attendere, quindi, altri quattro mesi prima di rinnovare una patente che scade d’estate. Una situazione che va avanti da tempo. “Ho contattato gli uffici dell’Asur per chiedere spiegazioni e per lamentarmi – racconta il paziente – e mi è stato risposto che il problema è sempre quello, la carenza di personale”. Recentemente, oltretutto, ci si è messa pure la pandemia Covid-19 a rallentare il tutto. Nonostante la premura di avviarsi per tempo, quindi, con i documenti pronti alcuni mesi prima, la visita con il diabetologo è fissata per il prossimo novembre. “Non è possibile andare avanti in questo modo – dice l’utente – bisogna assumere almeno un diabetologo vista la presenza di tante persone con questa patologia”. Solo a Fabriano sono circa 3mila. Per rinnovare la patente non è facile. E’ previsto un iter particolare per ottenere, ogni 2 o al massimo 3 anni, la patente speciale per la guida. Prima bisogna effettuare una serie di esami specialistici da portare in visita diabetologica per ottenere un certificato. Poi bisogna andare in Commissione medica ad Ancona. Il problema è riuscire a far combaciare le prenotazioni degli esami con la data della visita prenotata perché esami troppo vecchi non vengono accettati e il tempo di prendere nuovo appuntamento non c’è. L’alternativa è andare a pagamento, ma con la crisi economica e lavorativa che non accenna a diminuire è sempre più difficile prenotare le visite privatamente.

Marco Antonini

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