L’eredità di don Aldo, “Lascia un segno indelebile alla città e alla chiesa”

di Marco Antonini

Fabriano – Arriverà questa mattina in Cattedrale San Venanzio a Fabriano la salma di don Aldo Mei, il parroco teologo, musicista, esperto conoscitore delle lingue antiche bibliche e guida di Terra Santa morto mercoledì mattina, all’ospedale di Jesi, a 89 anni, per colpa del Covid-19. Oggi, venerdì 12 marzo, alle 18,30 e domani, sabato, alle 10 in Cattedrale due momenti di preghiera nel rispetto delle normative. Domani, alle 16, le esequie presiedute dall’arcivescovo Massara: “Ricordiamo un santo sacerdote, un padre, un fratello che lascerà un segno indelebile alla chiesa fabrianese e alla città che ha amato e servito fino alla fine” l’invito del presule.

Il decesso di una delle colonne storiche della Diocesi di Fabriano-Matelica non ha lasciato nessuno indifferente. Anche i social hanno brillato di racconti. Nessuno dimenticherà mai che la prima telefonata del mattino, il giorno del compleanno o di un anniversario, era sempre di don Aldo. Oppure la stretta di mano con l’anello-rosario al dito o le citazioni bibliche quanto lo incontravi a passeggio per la città, intento nella preghiera. Ex parroco della Cattedrale, lascia tutti nel dolore dopo 66 anni di ministero.

Don Francesco Olivieri

Don Francesco Olivieri è il sacerdote più giovane della diocesi. E’ stato ordinato l’anno scorso. “Ho sentito don Aldo per l’ultima volta al telefono la sera del 20 febbraio. Al termine, come al solito, il suo forte, squillante, gioiosissimo: «Auguroni!». Tanti preti della nostra diocesi, in un modo o nell’altro – racconta il sacerdote – hanno mosso i primissimi passi del Ministero nelle mani di quest’uomo di Dio e anch’io sono nella lista: le anime che ha guidato e i suoi “colleghi di missione” sacerdoti supplicano il Padre buono affinché ci conceda almeno un atomo dello stile umile, gioioso, delicato e nobile che Egli ha donato a don Aldo”.

I ricordi

Anche i suoi parrocchiani e figli spirituali lo ricordano con affetto: “All’indomani del terremoto del 1997 mi recai in Cattedrale, chiusa ovviamente e svoltai per il Chiostro, dove mi si presentò un’immagine spettrale: il silenzio assoluto ed una persona seduta al centro. Era don Aldo, breviario in mano, un po’ sudato, certamente spaventato, che mi sussurrò “preghiamo”. Sentimenti umani come la paura possono alloggiare anche in grandi uomini come don Aldo”.

E ancora. “Grazie, Don Aldo! È stato un immenso privilegio averti avuto vicino nella mia vita, accompagnandomi costantemente dall’infanzia alla maturità. Hai segnato di valori la mia esistenza, hai fatto parte dei miei momenti più belli, nei momenti di dolore mi hai confortato con la vicinanza e la preghiera. Mi rivedo e mi commuovo nella foto del nostro viaggio in Terra Santa, dove la tua profondità spirituale, la tua presenza hanno reso indimenticabile ed unica l’esperienza. Ti ringrazio Don Aldo di essere stato il mio maestro lungo il cammino come parroco, professore, e soprattutto portatore di pace. Sarai sempre nel mio cuore”.

“Don Aldo era sempre al cospetto di Dio ed il suo sorriso di fanciullo raccontava il suo amore, mai tradito, per il Padre per la Chiesa e per la sua autentica vocazione. Grazie Don Aldo in Paradiso sicuramente ti accompagnano gli Angeli e ti presentano al trono dell’Altissimo”.

Anche Don Aldo se ne è andato, se ne è andato in punta di piedi così come è vissuto. Sempre presente e pronto ad ascoltare tutti, ma sempre con estrema discrezione. Che piacere ricevere la Sua telefonata il giorno del compleanno o dell’anniversario di matrimonio. Non ha mai saltato un anno! E che bello averlo come guida a Camaldoli alla settimana teologica della Fuci. E che dire delle sue omelie? Anche i miei figli le hanno sempre ascoltate con attenzione e interesse. Don Aldo, avrei voluto avere la possibilità di fare “quel viaggio” tanto desiderato in Terra Santa, ma il Signore aveva in programma un viaggio più bello! Ora gli Angeli ti condurranno alla Santa Gerusalemme!”

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