Don Aldo, il Santo della porta accanto che parlava le lingue antiche

di Marco Antonini

La Diocesi di Fabriano-Matelica perde don Aldo Mei uno dei suoi sacerdoti più colti a cui tutti sono legati. 66 anni di ministero sacerdotale tra la città della carta e la Terra di Gesù, la sua seconda casa, dove è stato in pellegrinaggio fino a pochi anni fa. “Adesso hai raggiunto la tua Terra Santa. In Palestina si trasformava, sembrava vedesse Gesù mentre ne illustrava i passi e le parole. Sembrava casa sua”. Nelle parole del vicario generale, don Tonino Lasconi, c’è tutta la forza di don Aldo Mei, ex parroco della Cattedrale di Fabriano, biblista, musicista, studioso della Sacra Scrittura in latino, greco, ebraico, guida di Terra Santa che ha portato più di un migliaio di pellegrini in Israele, morto ieri mattina, a 89 anni, per colpa del covid-19. In poche ore i social si sono accesi con migliaia di testimonianze nei confronti di un uomo santo, per tutti, già in vita. Se ne è andato in silenzio, don Aldo. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Jesi dove era ricoverato a seguito della positività al Covid-19. Le sue condizioni di salute, da giorni, erano peggiorate tanto che, dopo un’iniziale quarantena presso la Casa del Clero di via Gioberti, dove risiedeva, è stato necessario il trasferimento in struttura apposita. Nato ad Altare (Liguria), è, da sempre, uno dei simboli della città. “Abbiamo perso uno dei sacerdoti più buoni, più preparati, più amati dal clero della Diocesi e da tutto il popolo di Fabriano e non solo – dice il Vescovo di Fabriano-Matelica, Francesco Massara. – Una grande perdita per la chiesa. Le sue immense doti paterne, l’amore smisurato per la chiesa e la sua infinita cultura biblica e generale, lo hanno fatto amare da tutti coloro che hanno avuto il piacere di incontrarlo. Tutti gli volevano un gran bene. Ha fatto da padre a generazioni di fabrianesi con il suo modo di fare umile, ma risoluto, sempre attento alle esigenze altrui, prima che alle proprie”.

Anche il vescovo emerito, Giancarlo Vecerrica, ancora positivo al Covid-19, dall’ospedale ricorda tanti anni trascorsi insieme. “Il mio pianto forte e sentito al vescovo Francesco e ai sacerdoti. E’ stato il prete più completo nella mia vita, il mio punto di riferimento da vescovo. Piango – dichiara commosso. – Preghiamolo ogni giorno come uno dei Santi della porta accanto. Stare con lui significa stare con un Santo vero. Che la diocesi possa rifiorire per la santità che emana. Ora dal cielo continuerà a trasmettere a tutti il coraggio, l’intelligenza, la capacità di ascolto e la dedizione che, nella sua vita, lo hanno fatto diventare un Santo prete, colto e amato da tutti”. La salma arriverà nella Cattedrale di Fabriano, domani, venerdì, alle 10. Il funerale sarà celebrato sabato alle 16 dal vescovo nel rispetto della normativa vigente. (domani alle 18,30 e sabato alle 10 veglia di preghiera in Cattedrale). Nel manifesto il suo ultimo regalo: “Non fiori, ma offerte per la Terra Santa”. Tanti i ricordi. “Colto, mite, premuroso. Con la tua inimitabile leggerezza dell’intelligenza e lo spirito di carità del vero Cristiano sei stato padre per tutti” si legge in un messaggio. I suoi parrocchiani: “Splendide le sue omelie. Parole parlanti che sapevano di partecipazione, entusiasmo, speranza. E ricorrente era il suo invito alla comprensione, all’accoglienza”. Il Sindaco, Gabriele Santarelli: “Fabriano perde tanto e il pensiero di non poterlo più incontrare già provoca una forte sensazione di mancanza”.

Sonia Ruggeri, ex assessore alla cultura

La notizia della morte di Don Aldo ha provocato in me grande dolore, unito, però, alla certezza che grande festa si celebra in Cielo, perché un Sacerdote santo vi è salito ed è stato accolto tra le braccia del Padre. Don Aldo era il mio Padre spirituale, un punto di riferimento importante e prezioso al quale sia io, che tutta la mia famiglia eravamo tanto legati. Ci è stato molto vicino sempre, nei momenti belli, gioiosi e importanti e in quelli brutti, tristi e dolorosi.
Ma, Don Aldo, un punto di riferimento speciale lo è stato, da sempre, anche per tutta la Chiesa locale, la città e il territorio Quante persone, famiglie e soprattutto giovani, di varie generazioni, sono cresciuti con Don Aldo e sono stati formati da Lui! Egli è stato un Sacerdote di profondissima fede, per la quale ha speso, con gioia e passione, tutta la Sua vita, una Persona di alto spessore culturale, biblico e teologico; chi non godeva nel sentire le Sue indimenticabili omelie in Cattedrale. Chi non ricorda i viaggi con Lui in Terra Santa. La Sua vita, vissuta con umiltà, pienezza e santità è stata la migliore, appassionata e inconfondibile testimonianza del Suo fermo credo. Con la Sua sensibilità, umiltà e umanità, nel nascondimento, sapeva anche essere accanto a tutti coloro che erano in situazione di difficoltà e cercava, sempre e in ogni modo, di trovare le soluzione ai loro problemi. Grazie Don Aldo per quello che è stato e per tutto ciò che ha donato a tutti noi, alla Chiesa locale e alla città! Dall’Alto continui a vegliare su di noi, noi cercheremo, con il Suo aiuto, di vivere secondo i Suoi insegnamenti.

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