FABRIANO – C.I.C.A. CHIUDE DOPO 43 ANNI DI ATTIVITA’

Ha chiuso, dopo 43 anni, la storica rivendita C.I.C.A Antinfortunistica sita nel quartiere Campo Sportivo di Fabriano. Abbiamo incontrato i titolari, Giuseppe Tobaldi e sua moglie Cinzia Cimarra. Una famiglia, Giuseppe e Cinzia sono marito e moglie, che oggi, grazie ai tanti clienti e alle esperienze raccolte nel corso di una vita insieme (familiare e lavorativa), possono tracciare un bilancio carico di soddisfazioni.

C.I.C.A. Antinfortunistica chiude dopo una vita di lavoro nella città della carta. Perché e come si arriva a questa decisione?

Si arriva a fermare la propria attività lavorativa per diversi motivi. La prima 43 anni di Partita Iva, poi perché abbiamo investito tanto e le forze fisiche, prima o poi diminuiscono e il futuro è sempre più incerto. Senza dimenticare il mondo online che sta rendendo tutto più difficile.

Avete provato a cercare qualcuno che fosse interessato a rilevare l’attività?

Certo, tutti ex dipendenti, in cassaintegrazione, molti interessati a qual era lo stipendio che avrebbero preso. Correva l’anno 2010, in piena crisi economica e con zero imprenditorialità. Cosi, ci siamo armati di coraggio e abbiamo proseguito fino al 31.12.2020, altri dieci anni.

Che tipo di servizio avete dato negli anni e a chi? E’ cambiato il vostro lavoro?

Nel 1977, appena diplomata ragioniera, (è Cinzia che parla) fu mio padre Dino ad inventarsi questa attività ovvero “Centro Italia Cartelli Antinfortunistica”. All’inizio non sapevo cosa fosse, mi sentivo fuori luogo, spesso dicevo a babbo…. “Apri una profumeria…” Sarebbe stato più facile per me! Con mio marito ci riteniamo “pionieri dell’antinfortinistica”. Il nostro motto è sempre stato “formazione è già prevenzione”. Il servizio principale era il prodotto mirato al rischio e l’uso corretto del DPI. Abbiamo organizzato convegni di informazione e formazione con le migliori ditte di prodotti per l’uomo sui luoghi di lavoro, prediligendo sempre il Made in Italy. In 43 anni abbiamo fornito, quando più quando meno, tutte le ditte della nostra piccola Milano, un’eccellenza. Voglio ricordare la Omsa, la Gissy e lo Stabilimento Militare Munizionamento Terrestre, le Ferrovie, Asl, Comuni della nostra Unione Montana e della vicina Umbria, solo per fare alcuni esempi. Dai testi Enpi c’è stato l’avvento del Decreto Legge 626 sulla sicurezza. Negli anni, però, c’è stato un commercio a volte poco qualificato, dove competenza e professionalità di certi imprenditori lasciavano il passo ad una concorrenza con pochi meriti e al fai da te online. Oggi forse è possibile, ma negli anni passati bisognava comprare mascherine filtranti per l’amianto, fumi di saldatura, fibra di vetro… che non proteggeva e serviva rivolgersi solo da professionisti seri.

Cosa c’è che non va in questo settore?

Noi abbiamo sempre sostenuto che il rischio 0 non esiste, che troppe sono le “morti bianche” e che troppo spesso l’incidente avviene per la troppa sicurezza come testimonia la frase che ho spesso sentito dire “L’ho sempre fatto così!” o che i “dispositivi di protezione individuali sono poco confortevoli”. Purtroppo si cerca spesso il costo minore: alcuni c’hanno detto “Tanto resta appesa al muro, ci spendo poco!”. Negli anni alcuni ci hanno proposto di vendere scarpe e guanti che provenivano dalla zona dello tsunami dall’Indonesia: erano prodotti in precedenza finiti nell’oceano… Vorrei lanciare un appello: in certi settori, come l’antinfortunistica, bisogna rivolgersi ai professionisti del settore, senza andare per forza a risparmiare online in un mondo dove nessuno, poi, ti potrà fornire una consulenza per avere una ottima spiegazione.

E’ stato difficile il 2020 dominato dal Covid-19? Cosa è mancato?

Non so cosa dire dell’anno 2020. Forse un anno che avrebbe dovuto cambiare l’umanità, per iniziare ad apprezzare le cose belle della vita con la sensibilità d’animo e l’educazione che ultimamente è venuta a mancare. È mancato tutto. Il mercato dell’antinfortunistica ha passato mesi nel caos, ordini che ci arrivavano con consegna pronta di mascherine, disinfettanti, occhiali, guanti, tute, termometri a distanza… I fornitori dove ci approvvigionavamo erano in tilt e per le consegne c’era da aspettare anche 4 mesi. Email che arrivavano e ripartivano, contraddittorie, fino ad ordini che restavano in sospeso, poi tutti i fabbricanti di mascherine senza alcuna certificazione e il nostro supporto tecnico e informativo non era sufficiente. Ci siamo preoccupati: quando tutti applaudivano, noi pensavamo che non ci saremmo difesi nel modo giusto dal Covid19.

Cosa si sente di dire a chi dovrebbe prendere decisioni, in ambito politico, a tutela del commercio?

Inizio con una battuta che spesso ho sentito: “I commercianti sono ladri ed evasori”. Noi pensiamo che tutti coloro che sono Partita Iva tirano il “cariolo” (per dirla alla fabrianese) dell’Italia, con la loro efficienza e le idee che realizzano con il loro fare. Noi imprenditori le tasse le paghiamo anche volentieri, ma i politici non possono parlare senza che si capisca cosa dicono, e la finiscano di operare con i soldi altrui. La salute e il lavoro sono la dignità di ogni uomo. Commercio e artigianato sono il vanto dell’Italia e sarebbe importante togliere la burocrazia. Abbiamo impiegato più di 20 giorni per chiudere l’attività in regola. Quindi che dire ai politici? Levatevi di torno, oppure guardatevi intorno seriamente.

Cosa si dovrebbero domandare i politici?

Una cosa sola. Perché i figli di chi è titolare di una Partita Iva troppo spesso non proseguono l’attività dei loro genitori? Forse perché vedono i loro cari tribolare fra varie problematiche!!? E allora facciano qualcosa e rapidamente.

Un saluto ai vostri clienti!

Prima di ogni altra cosa vogliamo dire grazie di cuore a tutti i nostri clienti. Gli anni sono passati per tutti, il tempo ci aiuterà a parlare di altre cose, magari qualche cliente lo incontreremo e parleremo di quelle belle cose che la vita ci dona, ma nella nostra mente non li dimenticheremo. Grazie di cuore, a tutti, alla nostra città, Fabriano, che ci ha sempre trattato bene! Senza dimenticare i clienti di ditte importanti, di altre regioni d’Italia che ci hanno scelto nel corso di questi 40 anni.

Marco Antonini

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