ReStartApp2020, due fabrianesi protagonisti: Luisa Maccari e Marco Trivelli

Fabriano – Idee di impresa a sostegno dell’Appennino attraverso un campus di accelerazione ed incubazione volto a valorizzare le energie vitali ancora presenti sul territorio. Questa l’essenza di “RestartApp2020”, il progetto promosso dalla Fondazione Aristide Merloni e dalla Fondazione Edoardo Garrone, che vede protagonisti anche due giovani fabrianesi, Luisa Maccari e Marco Trivelli. Scopriremo con questi giovani le idee d’impresa che hanno proposto per un progetto stimolante che offre importanti sviluppi ed opportunità di sbocco lavorativo.

Come nasce la vostra idea d’impresa che avete presentato nell’ambito del progetto “ReStartApp2020”?

Luisa Maccari: La nostra idea di impresa nasce prima di tutto da un bisogno personale. Abbandonate le “comodità” di un lavoro a tempo indeterminato speriamo di dar vita a un progetto soddisfacente e stimolante. Ci siamo concentrate sulla città e il territorio circostante e abbiamo provato ad analizzare i bisogni di chi ci abita e di chi potrebbe venire e portare valore aggiunto alla nostra terra. Ricordiamo un territorio apprezzato, borghi vivi che si riempivano di famiglie e vogliamo riportare la nostra terra ad essere vissuta ed esplorata. Vogliamo bloccare e invertire gli effetti dello spopolamento delle zone montane dell’entroterra.

Marco Trivelli: Dopo 13 anni di permanenza all’estero, ho deciso di lasciare il mio lavoro che svolgevo per una multinazionale locata a Berlino per avviare un progetto legato al territorio marchigiano, motivato da un legame affettivo e dalle bellezze naturalistiche che ho apprezzato sempre più negli anni. Durante le vacanze natalizie sono rientrato a Fabriano ed ho incontrato il mio amico Alessandro Ferretti con il quale sapevo di condividere gli stessi valori e conoscevo le sue intenzioni imprenditoriali estremamente allineate con le mie. Abbiamo iniziato un processo di brain storming ed analizzato diverse idee condivise fino ad arrivare a formulare il nostro progetto che ci ha permesso di essere selezionati dal bando ReStartApp.

Tecnicamente e con quale mission avete strutturato i vostri progetti “Analogic Tour” e Espero”?

Luisa Maccari: La mission di “Analogic Tour” è favorire l’incontro e lo scambio di esperienze tra ospite e ospitante promuovendo luoghi, paesaggi, arte, cultura e tradizioni locali. Nello specifico vorremmo sfruttare le abitazioni presenti in loco in un’ottica di sostenibilità. Non andremo a costruire niente di nuovo, ma vorremmo dare valore a ciò che già c’è. Metteremo a disposizione dei turisti un servizio di accoglienza collegato ad un’offerta di esperienze (visite in città, passeggiate in montagna, tour in bicicletta, corsi di cucina, ecc.). Attirando un nuovo turismo sul territorio, ci piacerebbe vedere il ritorno dei giovani nelle zone montane e la conseguente riapertura di attività.

Marco Trivelli: Il nostro obiettivo è attrarre un turismo amante dell’outdoor, con un focus internazionale, ispirandolo ad un’esplorazione di se stessi e dei nostri luoghi, attraverso esperienze di autentica bellezza. Tra i nostri valori c’è la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, colonna portante delle nostre scelte nel territorio. Il nostro format si divide in tre aree principali quali il turismo esperienziale, la mobilità sostenibile e l’accoglienza che si focalizza nella costruzione di “Glamping”, un inglesismo composto da due parole “glamourous” e “camping”, che nella nostra reinterpretazione sono unità abitative iconiche che offrono soggiorni immersivi nella natura dove il lusso è: l’assenza di artificialità, il silenzio e la bellezza nella sua semplicità. L’esperire è il nostro fulcro: outdoor, enogastronomia, cultura e crescita personale. Una mobilità lenta e sostenibile accompagna i clienti nei nostri tour.

La crisi occupazionale colpisce duramente anche i giovani che, purtroppo, si vedono costretti a rinunciare ai loro sogni imprenditoriali per mancanza di opportunità, non solo economiche, ma anche di sostegno nello sviluppo pratico dei propri progetti. Che valore assume per voi l’occasione offerta da “ReStartApp2020”?

Luisa Maccari: Per noi è stato veramente incoraggiante! Essere scelte tra oltre 100 progetti è stata una sorpresa che riempie di orgoglio e ci motiva. Ci spinge a portare avanti le nostre idee imprenditoriali infondendole di energia positiva. InoltreReStartApp2020” ci offre un supporto e un servizio impagabili. In tre mesi di campus, Fondazione Edoardo Garrone e Fondazione Aristide Merloni ci daranno strumenti concreti per costruire il nostro business plan e nozioni fondamentali per far in modo che la nostra impresa funzioni al meglio. Consulenze che hanno per noi un valore inestimabile.

Marco Trivelli: “ReStartApp2020” è un acceleratore di start-up di grande valore. Fondazione Garrone e Fondazione Merloni ci danno l’opportunità di essere affiancati da professionisti specializzati che, oltre a fornire gli strumenti, hanno un’esperienza maturata su territori montani e ci supportano nell’inquadrare e mettere a terra le nostre idee. In aggiunta, trovo molto formativo confrontarmi in una classe di persone con profili molto diversi, mossi da ideali simili, dai quali sto ricevendo degli input nuovi che creano già sinergie.

Il rilancio delle zone montane e la valorizzazione delle risorse che offre il nostro Appennino, possono costituire un volano per lo sviluppo di nuovi progetti d’impresa, rivolti in particolare ai giovani?

Luisa Maccari: Speriamo proprio di sì.  Ci auguriamo che “Analogic Tour” diventi un modello replicabile e che apporti benefici, sia in termini economici sia in termini di rivitalizzazione del tessuto sociale, alle zone montane che vivono una situazione difficile. La crisi economica ed il sisma poi hanno messo a dura prova il nostro territorio ma abbiamo moltissime risorse da valorizzare. Il nostro progetto vuole diventare un volano di crescita, una soluzione a geometria variabile che combina domanda e offerta creando valore aggiunto e innescando una serie di effetti positivi sul territorio connessi tra loro ma allo stesso tempo indipendenti. Vogliamo dare vita a un sistema.

Marco Trivelli: Noi ci crediamo, siamo consapevoli di essere parte di un processo di cambiamento, percepiamo che c’è già un volano che si sta muovendo in questa direzione, l’importante sarà cooperare e muoverci uniti per sviluppare una nuova economia di rete dove sarà possibile inserirsi. Ad esempio, uno degli obiettivi del nostro progetto è quello di creare delle esperienze autentiche che intendiamo sviluppare con la cooperazione di persone e imprese locali.

Gigliola Marinelli

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