IN VENDITA LA STORICA SEDE EX INDESIT IN VIA MERLONI

Non solo uno sciopero generale di 8 ore di tutto il Gruppo Whirlpool, ma anche la vendita dello storico quartiere generale di via Aristide Merloni, a Fabriano. Stessa operazione di vendita coinvolgerebbe anche il ristorante aziendale e la quasi totalità degli immobili di proprietà della ex Indesit acquisiti dalla multinazionale americana. Non è chiaro, al momento, se la vendita sia stata già perfezionata, ma di certo si è in fase avanzata con una società specializzata in attività immobiliari specifiche. Dal punto di vista del breve periodo non dovrebbe cambiare nulla. Infatti, gli spazi attualmente utilizzati sarebbero presi in affitto dalla stessa Whirlpool, trasformando un costo fisso, in uno variabile. Dal punto di vista della medio-lunga prospettiva, invece, potrebbe voler dire che la multinazionale americana voglia avere le mani libere e, oltre al business, non possedere beni immobili extra. “Al momento attuale – conferma all’Ansa Pierpaolo Pullini, Fiom – sappiamo solo che la Whirlpool dovrebbe aver venduto la storica sede centrale di Fabriano di via Aristide Merloni. È chiaro che vorremo dei chiarimenti, anche una smentita nel caso. Vogliamo solo capire. A seguito dell’acquisizione di Indesit, nella sede amministrativa da 840 impiegati, si è passati a oggi a circa 590 impiegati, 300 posizione circa perdute. Nei due stabilimenti lavoravano più di mille persone fra Albacina e Melano, ora sono circa 600 operai. Fabriano ha già pagato un prezzo alto. Quindi, questa ulteriore notizia – legata ai tagli del Gpo e ai licenziamenti volontari incentivati in un momento in cui i licenziamenti sono bloccati per Legge – non fa altro che far aumentare la preoccupazione. Sembra – conclude Pullini – che si confermi l’idea di spostare il quartier generale, mettendo a rischio un caposaldo dell’accordo sottoscritto nell’ottobre 2018 che prevede il mantenimento anche della sede di Fabriano”. In agenda un incontro, il 31 luglio, con ministero dello Sviluppo economico e ministero del Lavoro.

La Cgil

E’ un luglio particolarmente problematico per migliaia di lavoratori marchigiani e della provincia di Ancona, quello che si sta vivendo, preludio di un autunno che si spera di non dia corpo alle previsioni più fosche. Come CGIL Ancona saremo in piazza due volte in pochi giorni: sempre nel più rigoroso rispetto delle regole di distanziamento e sempre in Piazza del Plebiscito: ovvero sotto quella Prefettura che sembra ormai essere diventata referente del territorio in vertenze tristi e complicate. Venerdì 17 luglio, la Cgil è stata con i metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm per la manifestazione dei lavoratori “Whirlpool”, in occasione dello sciopero di gruppo proclamato su scala nazionale contro la chiusura dello stabilimento campano e contro il recentissimo avvio di una strategia di riduzione incentivata degli addetti – in particolare a Fabriano – proprio fra coloro che avrebbero dovuto costituire, per competenze e professionalità, uno dei volani di ripresa contemplati dall’Accordo con il Governo del 2018. Oggi, martedì 21, di nuovo in presidio sotto la Prefettura come Cgil, Cisl, Uil Marche per chiedere al Governo di porre fine all’interminabile strazio del mancato pagamento dell’ammortizzatore sociale per i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane, per i mesi di aprile e maggio. Sono 44.756 i lavoratori e le lavoratrici marchigiani che aspettano sia loro pagata l’integrazione per il mancato salario di aprile. Nella provincia di Ancona (la più toccata numericamente) ad attendere i propri soldi sono in 11704, dipendenti da 2701 aziende.

m.a.

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