ALLEGRETTO NUZI E IL CICLO PITTORICO DI SAN LORENZO

Tra i tesori storici della Città di Fabriano, spicca lo scrigno d’arte trecentesca, testimonianza di un passato illustre, di un movimento artistico e pittorico molto vivo: la Cappella di San Lorenzo arricchita dagli affreschi di Allegretto Nuzi. Alla cappella si accede per la porticina che si apre a destra tra gli stalli del coro della Cattedrale di San Venanzio.

Qui siamo dinanzi ad un importante ciclo, massima testimonianza del trecento umbro-marchigiano, il cui caposcuola Allegretto Nuzi si cimenta nelle storie di San Lorenzo. Sicuramente Allegretto, in questa fase matura della sua vita si avvalse nella realizzazione di alcuni suoi seguaci, il periodo risale subito dopo il 1360 circa. L’artista fabrianese, attivo anche a Firenze apprese la tecnica della sintesi formale di Maso di Banco e la sua mano nella cappella Bardi a Santa Croce in Firenze, e l’elegante abilità di utilizzare i colori soprattutto nella finezza ed eleganza delle vesti del tempo nella bottega di Puccio di Simone allievo di due grandi artisti fiorentini: Bernardo Daddi e l’ Orcagna. Tra i diversi temi illustrati, meritano particolare attenzione l’affresco in cui San Lorenzo distribuisce ai poveri i tesori della Chiesa, il Santo che si presenta davanti l’imperatore Decio, la Madonna in trono e San Venanzio, San Lorenzo che battezza il prefetto Ippolito, San Lorenzo in carcere che battezza Lucillo, la flagellazione del santo e il suo tremendo martirio sulla graticola.

La Cappella è dedicata al primo diacono di Roma, San Lorenzo appunto ed è un luogo davvero unico a livello artistico e storico, il ‘300 fabrianese, le sue influenze dalla scuola toscana, massima testimonianza di un secolo rappresentato dall’Allegretto Nuzi anche in altri importanti cicli in città come nella sacrestia e nella cappella gotica di Sant’Orsola presso la chiesa di Santa Lucia Novella, San Domenico. Allegretto è magistrale nella definizione dei volumi plastici, negli incarnati, nei dettagli meticolosi come le capigliature, le barbe, le sagome e nella raffigurazione veritiera delle vesti, pittore molto abile nella decorazione dei tessuti, l’oro, la sua arte risultò per certi aspetti innovativa per il tempo.

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