News

Afa e sicurezza sul lavoro, Uil Marche: “Non c’è più tempo da perdere”

L’estate è arrivata e con essa le prime intense ondate di calore che stanno mettendo a rischio la salute di migliaia di lavoratrici e lavoratori marchigiani. Eppure, nonostante gli impegni assunti nei mesi scorsi e le richieste avanzate dal sindacato già dall’anno scorso, l’adozione di un qualsiasi provvedimento – strutturale o emergenziale – è ancora in discussione, nonostante fosse chiara l’urgenza di garantire una tutela immediata contro il rischio da stress termico. «La nostra posizione è chiara da tempo: l’apertura manifestata dalla Regione Marche al confronto per arrivare a una normativa definitiva rappresenta un segnale positivo, ma non può più essere sufficiente perché, nell’immediato, serve un atto concreto e rapido» sottolinea la segretaria generale della Uil Marche, Claudia Mazzucchelli. Già nell’estate del 2025 la Uil Marche aveva sollevato la necessità di un’ordinanza per fermare le attività lavorative più esposte nelle giornate caratterizzate da temperature estreme. Contestualmente, però, era stata evidenziata l’opportunità di andare oltre la gestione emergenziale del fenomeno. I cambiamenti climatici stanno infatti trasformando le ondate di calore da evento straordinario a condizione sempre più frequente e prevedibile. Per questo motivo il sindacato aveva chiesto che si lavorasse a una disciplina stabile, capace di garantire regole certe, prevenzione e strumenti di tutela per lavoratori e imprese. Una richiesta ribadita anche nei mesi scorsi che però, al di là delle dichiarazioni di circostanza, non si è mai formalizzata. Anche l’ordinanza emergenziale attesa per questa estate non è stata ancora adottata. Nei giorni scorsi la Uil Marche ha sollecitato il rafforzamento delle misure di prevenzione, l’estensione delle tutele a tutte le attività esposte al rischio da calore, il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e il ricorso agli ammortizzatori sociali per salvaguardare il reddito dei lavoratori quando le attività devono essere sospese per motivi di sicurezza. Oggi, però, siamo ormai a fine giugno. Le temperature elevate hanno già interessato il territorio regionale e il rischio per chi lavora all’aperto o in ambienti particolarmente esposti è già una realtà quotidiana.

Per questo la Uil Marche ritiene indispensabile che la Regione intervenga immediatamente con un’ordinanza temporanea che garantisca la protezione dei lavoratori durante le settimane più critiche dell’estate. Allo stesso tempo, occorre chiudere definitivamente la stagione dei provvedimenti adottati all’ultimo momento. Serve un intervento strutturale che renda automatiche le misure di prevenzione e di tutela, definendo procedure chiare, strumenti di sostegno al reddito e criteri uniformi applicabili ogni anno senza dover attendere il ripetersi dell’emergenza. «Accogliamo positivamente la disponibilità della Regione ad aprire un confronto sul tema – sottolinea la Uil Marche – ma è arrivato il momento delle decisioni. Le lavoratrici e i lavoratori non possono attendere oltre. Occorre intervenire subito per affrontare l’emergenza in corso e costruire finalmente un sistema stabile di protezione che riconosca il caldo estremo come un rischio strutturale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro». La tutela della salute non può essere affidata all’eccezionalità delle ordinanze. Deve diventare una componente ordinaria delle politiche del lavoro e della sicurezza. È questa la sfida che la Regione Marche è chiamata ad affrontare senza ulteriori rinvii.