“I MIEI PRIMI 20 ANNI DI SACERDOZIO”

di Marco Antonini

Fabriano – Festa nella chiesa parrocchiale della Misericordia di Fabriano, ieri mattina, 26 aprile, per i 20 anni di sacerdozio di don Gabriele Trombetti. Il parroco di Cerreto d’Esi, infatti, ha celebrato l’Eucaristia domenicale nella chiesa guidata da Don Umberto Rotili. Una celebrazione senza popolo, come le prescrizioni anti covid prevedono, ma con tanti fedeli che hanno seguito la messa tramite i social network. “Speriamo di tornare presto tutti in chiesa – ha detto il sacerdote all’inizio della messa. – I miei primi vent’anni sono volati. Chiedo perdono per me, per tutte le debolezze, le fragilità, le scappate inopportune. A volte prende il sopravvento la nostra umanità”.

Nell’omelia, dopo la proclamazione del Vangelo, ieri la liturgia prevedeva il famoso episodio dei discepoli di Emmaus, don Gabriele ha evidenziato come “Gesù Risorto non è un fantasma o un’idea, perché lo incontriamo tutti i giorni nella Messa. I discepoli rappresentano tutti noi in cammino. Un cammino a volte triste perché non vediamo il Signore. Siamo delusi, come i discepoli di Emmaus perché anche noi speriamo di vederlo. Tutti avremmo piacere oggi che apparisse Gesù per dirci che la quarantenne è finita e invece non è così. Siamo delusi e stanchi, le mura, infatti, iniziano a diventare strette. Ma Gesù – ha detto l’arciprete di Cerreto d’Esi – si avvicina anche a noi che con la miopia della delusione non riusciamo a riconoscerlo. Gesù c’è. Con Lui la salita della vita si fa anche di corsa”. Poi un riferimento a questi vent’anni di Messa. “Ho fatto percorsi in discesa e percorsi di salita con il volto triste. Qualche dubbio viene a tutti, soprattutto – ha evidenziato – quando vedi la malattia, le situazioni brutte, le delusioni. Posso dire, però, che il Signore mi è sempre stato vicino ed è rimasto al mio fianco. La salvezza non è avere l’aureola, ma ritornare a fare la salita di corsa per essere ricaricati da Lui”.

Al termine, prima della benedizione, Don Gabriele ha ringraziato tutti i fedeli delle parrocchie servite in questi 20 anni ed ha ringraziato il Signore, “un buon personal trainer che ha fatto diventare la strada della mia vita sempre più bella e produttiva”. Non poteva mancare il suo slogan finale nel chiedere a tutti di pregare perché “un quintale un conto è portarlo da solo, un conto è portarlo insieme”. Ha ricordato poi don Nicola Gatti, storico parroco della Sacra Famiglia di Fabriano, monsignor Luigi Scuppa, il vescovo che l’ha ordinato il 24 aprile 2000 e tutti i cari defunti. Don Umberto Rotili, infine, ha ringraziato don Gabriele per questi anni ed ha auspicato di continuare a collaborare e a camminare insieme per il bene della Chiesa.

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