IL LAVORO DELLA CARITAS DI FABRIANO NELL’EMERGENZA COVID-19

Un forte impegno della Caritas Diocesana, aumentato in modo esponenziale in questi giorni di emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus. Abbiamo contattato il direttore della Caritas di Fabriano, don Marco Strona, per approfondire i nuovi ambiti di intervento e fornire indicazioni e numeri utili alle famiglie in stato di necessità.

Don Marco, con quali interventi diretti la Caritas Diocesana sta affrontando questa drammatica emergenza del Coronavirus?

La Caritas, espressione della Chiesa diocesana – il cui presidente è il Vescovo, Monsignor Francesco Massara, che sostiene e accompagna ogni particolare di ogni iniziativa – è sempre al fianco di tutti, specialmente i più poveri. Lo fa da sempre con tutti gli strumenti possibili. In questa emergenza particolare ci siamo attivati su tre versanti: quello “materiale”, quello “psicologico” e quello “spirituale”.

Quali attività svolgete per il “Versante materiale”?

Subito dopo l’emanazione del decreto che, di fatto, chiudeva tutte le attività produttive, anche il Social Market ha dovuto rispettare questa normativa, soprattutto a motivo della sicurezza dei volontari. Come Caritas, abbiamo subito promosso un’iniziativa in tutti i 5 comuni della diocesi (Fabriano, Sassoferrato, Genga, Cerreto d’Esi, Matelica) coinvolgendo i supermercati mediante l’acquisto di tessere per la spesa. In una settimana, abbiamo supportato circa 200 famiglie per l’acquisto di beni di prima necessità, grazie anche alla collaborazione della Croce Rossa cittadina. Dopo questa prima settimana, siamo riusciti a far ripartire l’attività del Social Market. Insieme all’Associazione Quadrifoglio (associazione che gestisce il Market) e il CISOM cittadino (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta) stiamo cercando di assistere le famiglie che normalmente si rivolgono al Market, a cui si aggiungono anche le nuove richieste che purtroppo, giorno dopo giorno, si presentano. La modalità dell’intervento consiste nella preparazione del pacco alimentare, consegnandolo direttamente alle persone che si recano in loco. A tutti coloro che sono invece impossibilitati ad uscire dalle proprie case, facciamo una consegna domiciliare. Questo per quanto riguarda la situazione di Fabriano. La situazione negli altri comuni della diocesi vede il coinvolgimento, da parte della Caritas, della Protezione Civile per la consegna a casa della spesa.

Come si è modificato, alla luce di questo stato di difficoltà, l’accesso al market sociale ed a chi deve rivolgersi una persona bisognosa di questa tipologia di aiuto?

Chi era iscritto al Social Market continua a essere supportato. Per tutti i “nuovi” che iniziano ad affacciarsi in questi giorni, stiamo provvedendo alla loro registrazione, così da poter monitorare la situazione.

In base ai nuovi fondi stanziati dallo Stato a sostegno delle famiglie e dei singoli cittadini in maggiore difficoltà, avete ricevuto nuove direttive in merito?

No, ancora non siamo stati aggiornati circa la situazione.

Come avverrà la consegna dei beni di prima necessità del Social Market? Saranno consegnati a domicilio o potete indicare dei giorni ed orari dedicati alla distribuzione degli stessi?

I giorni di distribuzione sono lunedì-mercoledì-venerdì, dalle ore 15.00 alle 18.00. Permettimi di ringraziare di cuore tutti i volontari di tutte le Associazioni con cui stiamo lavorando. Sono nate e stanno nascendo tante attività in collaborazione con diverse associazioni del territorio. Voglio ringraziare anche i volontari che fisicamente sono presenti per i servizi ed i volontari che, costretti a rimanere a casa, pregano e sostengono le attività in tanti diversi e creativi modi.

Questa emergenza sta mettendo in luce anche tutte quelle povertà che solitamente teniamo “nascoste”?

Esiste attualmente a Fabriano il dramma di 2 senzatetto, la cui situazione come Caritas stiamo seguendo già da tempo. Grazie alla preziosa collaborazione dell’Azienda Ospedaliera e dell’Associazione San Vincenzo de Paoli stiamo riuscendo a trovare una soluzione. “Fortunatamente”, se così possiamo dire, nel nostro territorio non ci sono molte situazioni del genere, cosa che invece in altre parti d’ Italia risulta maggiore. Attualmente il “popolo dei senzatetto” nel nostro Paese raggiunge quasi la cifra di 50.000 persone. La “questione” dei migranti è sempre molto precaria. Tra questi, in particolare, vanno considerati anche la categoria dei “circensi e giostrai”. Attualmente a Fabriano sono presenti 8 famiglie, per un totale di circa 30 persone (tra cui anche minori) che sono letteralmente bloccati. Non solo non possono muoversi fuori del comune, ma non possono nemmeno lavorare. Ci siamo accorti di questa situazione e, come le altre, la stiamo seguendo e monitorando. Sul fronte “disoccupazione” si potrebbe scrivere, purtroppo, un libro. Ma ovviamente in un’emergenza come questa emergono anche situazioni di povertà estrema. Come Caritas in questi giorni ci siamo fatti prossimi ad alcune situazioni di questo genere, con interventi mirati e precisi. Abbiamo inoltre acquistato una grande quantità di materiale e di dispositivi di protezione che abbiamo regalato alla comunità diocesana, presente nella sua pluriforme espressione (forze dell’ordine, associazioni di volontariato, monasteri, comunità di recupero, case di riposo ecc..).  Per poter proseguire il monitoraggio dei bisogni del territorio un prezioso contribuito, come sempre, viene dalle Caritas parrocchiali. Ma, avendo dovuto chiudere momentaneamente il “Centro di Ascolto”, abbiamo messo a disposizione un numero di cellulare per poter sempre essere vicini alla gente: 353 3161753.

Per quanto riguarda il “Versante psicologico”?

Il sostengo della Caritas non è, come troppo spesso si pensa, solamente “materiale”. L’uomo è un’unità di corpo/spirito/anima. Pertanto, insieme all’Ufficio di Pastorale della Salute e all’Associazione Medici Cattolici, abbiamo anche attivato uno “Sportello gratuito per il sostegno psicologico”. Molte sono le persone, in questo periodo, che iniziano a non reggere più la situazione che stiamo vivendo. Ed è normale perché, appunto, si tratta di un’emergenza: cioè di uno sconvolgimento della “normalità”, della quotidianità. Per poter essere vicini e accompagnare la gente anche in questo versante, è arrivata questa iniziativa. Anche qui c’è un numero di telefono, collegato alla dott.ssa Maria Teresa Mezzopera: 333 1025840/0732 626795.  Nel ringraziarla se, a tal proposito, ci fosse qualche specialista interessato ad aiutarci, è cosa ben gradita.

Ed il “Versante spirituale”?

Nutrire l’anima è forse la cosa più difficile durante le emergenze. Ma è anche una possibilità per una riscoperta della fede. L’invito della Caritas, in questo senso, si collega alle tante iniziative belle che le parrocchie stanno facendo in questo periodo. Un’ulteriore proposta viene direttamente dai monasteri di clausura, si chiama “Una mascherina e una Ave Maria”. Le monache della nostra diocesi si sono proposte di realizzare mascherine di protezione mentre pregano. Si tratta di attualizzare la regola benedettina dell’“Ora et Labora”, facendo vedere come dalla preghiera nascono opere di carità autentica e, allo stesso tempo, come la carità autentica si trasforma in preghiera e viene da essa alimentata.

Gigliola Marinelli

 

 

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