Coronavirus, nelle Marche 38 tamponi positivi su 161 test effettuati

Ancona – La Giunta regionale ha stanziato un milione di euro per sostenere l’incremento delle attività, da parte delle strutture sanitarie, impegnate nel contrasto al coronavirus. In serata dovrebbero arrivare le nuove forniture di materiale sanitario della Protezione civile nazionale, per potenziare dotazioni a disposizione degli operatori, “consentendo loro di lavorare in modo migliore e con maggiore tranquillità”. Lo ha riferito il presidente Luca Ceriscioli, nel punto stampa pomeridiano di oggi, lunedì 2 marzo, dedicato all’emergenza Convid-19.

Una giornata iniziata purtroppo con il primo decesso marchigiano, proseguita con 38 casi positivi complessivi, attualmente registrati, su 161 test effettuati: 36 risultano nella provincia di Pesaro e Urbino, 2 in quella di Ancona. Dei positivi alle 15.30, 6 sono i ricoveri in terapia intensiva (uno a Pesaro Marche Nord, uno a Torrette di Ancona, uno a Fermo, uno a San Benedetto del Tronto, uno a Civitanova Marche e uno a Urbino), 17 nei reparti di malattie infettive (11 a Marche Nord, 5 a Torrette e 1 a Fermo), 11 in isolamento domiciliare. L’età media delle persone risultate positive è di 65 anni (8 donne e 27 uomini). Sono in totale, invece, 233 i casi in isolamento domiciliare, di cui 226 asintomatici e 7 sintomatici. Tra queste persone vi sono 65 operatori sanitari. Attualmente è in corso l’analisi di 30 tamponi.

“Il quadro si è fatto importante, con numeri in forte ascesa, con la necessità di un utilizzo diverso degli spazi e una riorganizzazione delle attività sanitarie – ha detto il presidente – Si è fatto un salto di qualità anche nella reazione al contagio. Avere sei persone in terapia intensiva che devono venire isolate non è banale, immaginando che questo numero possa anche crescere. Implica attuare scelte di riorganizzazione perché i posti isolati, in terapia intensiva, sono pochi e servirà organizzare il servizio in maniera diversa”. Ceriscioli ha detto che la Regione sta lavorando “su un doppio binario: sulla prevenzione, per rallentare la diffusione del contagio, che favorisce anche una migliore risposta sanitaria; sulla riorganizzazione, per proporzionare questa risposta alle esigenze che si vanno maturando. Nelle osservazioni presentate al Governo avevamo chiesto le misure più forti in tutta la regione, ma il governo ha preferito limitarle alla provincia di Pesaro e Urbino e ha tolto in maniera espressa il potere di ordinanza su questa materia alle Regioni. Se ci fosse una evoluzione anche in altri territori, telefonerò al ministro per estendere le misure”.

Tavolo produttivo

La Regione Marche ha attivato un tavolo tecnico per introdurre misure regionali a sostegno del mondo produttivo danneggiato dall’emergenza coronavirus. Saranno interventi integrativi di quelli nazionali, in corso di definizione in questi giorni. Ma intanto le organizzazioni produttive e sociali sono state inviate a Palazzo Raffaello per verificare bisogni e risposte necessarie, a partire dall’eventuale rimodulazione dei fondi europei, ancora disponibili, a fine periodo di programmazione (2014-2020). “Stiamo lavorando sul piano sanitario per allestire spazi e strumenti necessari a una situazione in continua evoluzione. Lo vogliamo fare anche sul fronte economico perché bisogna pensare anche alla ripartenza del sistema produttivo”, ha detto oggi, 2 marzo, il presidente Luca Ceriscioli ai rappresentanti del mondo produttivo e sociale presenti all’incontro, insieme alla vicepresidente Anna Casini e agli assessori Loretta Bravi, Manuela Bora e Fabrizio Cesetti.

Telelavoro

Accelerata la modalità del telelavoro nella Regione Marche. Lo stabilisce la delibera di Giunta, proposta dall’assessore agli Enti locali Fabrizio Cesetti, che definisce i criteri e le modalità di attuazione in materia di telelavoro. “A seguito dell’emergenza Coronavirus – spiega Cesetti – la Giunta Regionale ha accelerato l’iter di approvazione della disciplina del telelavoro aggiornando la preesistente regolamentazione e prevedendo in particolare la possibilità, in situazioni di emergenza e calamità al fine di tutelare la salute e la sicurezza pubblica, di adottare procedure semplificate d’urgenza circa gli obblighi e gli adempimenti di natura tecnico-organizzativa”. Il provvedimento, che disciplina le prestazioni lavorative dei dipendenti della Giunta regionale, è stato condiviso con le organizzazioni sindacali e Rsu nel corso dell’incontro del 27 febbraio scorso. In un’ottica integrata di efficienza produttiva e miglioramento del benessere organizzativo, la misura introduce forme diverse di telelavoro per soddisfare al meglio le esigenze di conciliazione vita lavoro e quelle organizzative dell’Amministrazione: telelavoro domiciliare annuale, stabile e di emergenza. I dipendenti possono accedere ad una delle tipologie per far fronte alle straordinarie necessità legate all’organizzazione familiare o in relazione a esigenze di salute a carattere momentaneo imprevedibili. La delibera approvata oggi dalla Giunta aggiunge la possibilità di presentare domanda di telelavoro con procedure semplificate anche come misura di prevenzione in relazione all’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del virus Covid19.

m.a.

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