FAR RINASCERE I LUOGHI STORICI E SALVARE IL PATRIMONIO DELLA CITTA’

di Marco Antonini

Fabriano – Far rinascere i luoghi e salvare il patrimonio della città, sono tanti i beni storici che necessitano di intervento e che potrebbero diventare, un domani, parte di un percorso turistico nella storia della città della carta. I cittadini, da tempo, stanno sollecitando, soprattutto sui social, per la messa in sicurezza e la relativa valorizzazione di quelli che potremmo definire “i luoghi del cuore”, per usare uno slogan molto caro al Fai da sempre impegnato in queste battaglie. Parliamo di Palazzo Molajoli che dà il nome alla Pinacoteca civica, della Porta del Mercato, dell’Oratorio dei Beati becchetti, della chiesa del Crocifisso, dell’area dell’ex tiro a segno e dell’Archivio notarile. Ad eccezione degli ultimi due luoghi, gli altri sono situati tutti nel centro della città. Palazzo Molajoli, situato a due passi della Cattedrale di San Venanzio, è stato già inserito nel Piano Triennale delle opere pubbliche. Quest’anno è in programma il restauro e il risanamento conservativo con l’adeguamento funzionale e cambio di destinazione d’uso per una spesa di 500mila euro. Il palazzo, a due piani, nella parte retrostante della pinacoteca, potrebbe essere utilizzato come quartier generale Unesco.

Non lontano c’è la Porta del Mercato, visibile sul fianco di un edificio della Cgil, di pietra calcarea scolpita che forma un arco ogivale. È stata già votata come Luogo del cuore dal Fai. Da questa Porta e da quella del Piano, i fogli di carta giungevano in città per essere portati in locali chiamati “cambore” dove si eseguivano le operazioni di rifinitura. Molto più rovinata è la struttura che ospita l’oratorio dei beati Becchetti, (foto), all’interno del chiostro di Sant’Agostino, all’ospedale. L’oratorio, del ‘300, contiene l’affresco “L’albero della vita” di Lorenzo Salimbeni. Lo stabile andrebbe messo in sicurezza: versa da tempo in stato di abbandono. L’Amministrazione comunale si è mossa attraverso l’Asur (proprietario) per trovare una soluzione. Per molti è una piccola Gerusalemme vista la riproduzione del Santo Sepolcro. A gran voce i cittadini chiedono la valorizzazione di questo luogo storico che potrebbe attirare molti visitatori soprattutto nell’ottica del turismo religioso in un entroterra ricco di Santi e Beati.

C’è poi la chiesetta del Crocifisso, in via Fontanelle, a rischio crollo. Il Comune ha già scritto alla Soprintendenza in quanto lo stabile non è soggetto a vincolo di interesse culturale e sta cercando di contattare gli eredi proprietari della chiesa. L’espropriazione per causa di pubblica utilità potrebbe permettere di salvare la chiesa in precarie condizioni. C’è poi l’area dell’ex Tiro a Segno, nel quartiere Piano. Lo stabile è in disuso. Per anni alcuni residenti cercarono di recuperare questo edificio. L’area potrebbe essere destinata ad attività sociali. Al Foro Boario si trova attualmente l’archivio notarile le cui condizioni sono pessime con il pericolo di perdere documenti storici di una certa importanza. L’archivio andrebbe collocato in un’altra sede più idonea oppure si dovrebbe procedere ad un’opera di bonifica e ripulitura del deposito affinché il materiale cartaceo non si deteriori.

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