LA PAROLA… AI PRIORI DEL PALIO DI SAN GIOVANNI

Consigli della quattro porte rinnovati, eletti i nuovi Priori, tutto è pronto per partire con l’organizzazione dell’edizione 2020 del Palio di San Giovanni Battista, giunto al traguardo del ventiseiesimo anno. Abbiamo raccolto le emozioni e le prime dichiarazioni dei Priori Giorgio Tiberi (Porta del Borgo), Victor Torresan (Porta Cervara), Luciano Robuffo (Porta del Piano) e Fabrizio Palanca (Porta Pisana). Sportività, lealtà, amicizia, spirito di squadra e di appartenenza alla propria Porta, con l’obbiettivo di rinnovare i principi che ispirarono i “Padri Fondatori” del Palio di San Giovanni Battista, saranno il denominatore comune di questo nuovo corso triennale appena iniziato.

La prestigiosa carica di priore racchiude molte attese ed aspettative da parte dei vostri portaioli. Con quale spirito affronterete questo importante impegno?

Giorgio Tiberi: Le attese e le aspettative saranno molte, ma riusciremo a dare subito un input positivo. Affronterò il mio secondo mandato, sostenuto dal Consiglio e soprattutto dai portaioli, con la consueta grinta e passione. Il nostro obbiettivo sarà coinvolgere i più giovani, mantenendo il nostro punto di forza: la nostra identità borghigiana, che ci rende uniti e consapevoli di non temere nulla.

Victor Torresan: Spirito di squadra e partecipazione, sono due fattori molto importanti per far sì che la Porta rimanga unita. Sono felice di riconfermare l’impegno per il prossimo triennio. Assieme al Consiglio ci impegneremo a continuare la sistemazione della sede, cercare di dare una mano alla città in modo concreto con opere di riqualifica e, insieme ai Priori ed Ente, collaborare con l’Amministrazione Pubblica per valorizzare l’evento di San Giovanni Battista.

Luciano Robuffo: Questo per me è un ritorno come Priore nella mia Porta del Piano, in quanto lo sono già stato nel triennio 1999/2001. Ringrazio il Consiglio Direttivo uscente e il Priore Francesco Marcelli per avermi dato una seconda possibilità che onorerò con lo spirito massimo di appartenenza alla mia Porta, mettendomi completamente a disposizione del nuovo Consiglio e di tutti i Portaioli. E’per questo che abbiamo creato una squadra forte, giovane e fortemente motivata. A me come Priore il compito di essere garante dei solidi principi di lealtà, amicizia, rispetto e sportività che ispirarono i Padri Fondatori ben venticinque anni fa.

Fabrizio Palanca: Sicuramente la prima emozione che ho provato è stata gioia e voglia di mettermi in gioco, pertanto lo spirito giusto per perseguire il nostro obiettivo è uno spirito di squadra, uno spirito combattivo, con la giusta voglia di ottenere il risultato finale che tutti desideriamo. Lo spirito quasi fraterno, positivo e leale che simboleggia i valori della nostra squadra.

Il Palio di San Giovanni Battista rappresenta per Fabriano un appuntamento irrinunciabile che fa parte del nostro bagaglio storico-culturale. Come si è modificato ed evoluto il Palio nel corso di questi venticinque anni di presenza sul nostro territorio?

Giorgio Tiberi: Fabriano nel mese di giugno si trasforma e diventa una città viva e festosa, grazie al Palio di San Giovanni Battista. Un evento, che ormai da 25 anni, richiama le nostre origini, ci fa capire cosa significa essere stati fabrianesi nel 1300. Il Palio è cresciuto grazie al volontariato delle persone, che inseguono un sogno e che mettono a disposizione il loro tempo. Manca ancora un appoggio concreto, per reperire locali senza costi, dove possiamo sistemare il nostro materiale.

Victor Torresan: Da quando è nato il Palio, ho assistito in prima persona solo da una dozzina d’anni. Posso testimoniare che in queste ultime edizioni lo “spirito portaiolo” di molti giovani è cresciuto. Infatti alcuni sono nati che il Palio già esisteva, questo fa sì che amino una Porta fin da piccoli e sia un costante appuntamento annuale. Vedo molte presenze nuove e fresche, mi auguro che non vengano lasciati soli dalle vecchie leve e che tutti i nuovi Consigli collaborino con spirito costruttivo.

Luciano Robuffo: Il Palio nacque nel 1995 con il proposito di farci capire da dove veniamo, chi siamo e farci amare la nostra città attraverso anche Mastro Marino, l’immaginario fabbro pacificatore tra Castelvecchio e Castelnuovo. In questi anni l’evoluzione è stata continua e costante che non si è fermata neanche con il terremoto del 1997 ed ha avuto come motore propulsore l’aggregazione e lo spirito di appartenenza alla propria Porta.

Fabrizio Palanca: Sicuramente il Palio, come d’altronde la nostra società, ha subito delle influenze “moderne” sotto il punto di vista della sicurezza, della tecnologia, dell’effetto mediatico. Nonostante questo però non si è mai perso lo spirito di appartenenza a questa città, la voglia, il calore e lo svolgimento dell’evento sono rimaste le stesse. Questo ci fa onore.

I nuovi Consigli delle quattro Porte ed i portaioli tutti inizieranno già a lavorare per l’edizione 2020 del Palio di San Giovanni Battista. Avvicinandosi anche il Natale, che saluto ed augurio volete porgere a tutte queste persone che si stanno impegnando così tanto, con immensa dedizione e buona volontà?

Giorgio Tiberi: Mando i miei più sinceri saluti a tutti i nuovi Consigli e ai portaioli delle quattro Porte, incoraggiandoli ad avere sempre questa determinazione e attaccamento ai propri colori, con il sano spirito di campanilismo che anima la tenzone. Auspico un lieto Natale a tutti, condito da tanta gioia e serenità, perché solo sorridendo possono nascere nuovi legami e nuove opportunità. Un grande abbraccio al popolo che sta “al di là del Giano”.

Victor Torresan: Senza i nostri portaioli, che gratuitamente spendono tempo e forze, la grande macchina del Palio si fermerebbe. La Porta è casa, è famiglia. Tutti sono indispensabili e devono essere valorizzati. Vi ringrazio per il supporto e la fiducia, farò del mio meglio per ripagarla. Come sempre la Cervara paura non ne ha!

Luciano Robuffo: L’augurio che mi sento di condividere con i miei Portaioli e con le altre Porte è quello di non mollare mai e di crederci sempre, anche quando la fatica si fa pesante e ti fa pensare di lasciar perdere, perché il Palio fa bene alla Città. A noi Priori auguro che questo nostro cammino insieme sia sempre di più condiviso e propositivo. Ovviamente Buon Natale a tutti.

Fabrizio Palanca: Il mio grazie è infinito, nonostante la quotidianità di ognuno di noi, nonostante gli impegni personali e famigliari è emozionante vedere come questa città crede nel Palio. L’augurio è quello di mantenere sempre degli ottimi valori, di essere sempre circondati di amore, come quello che si mette per la realizzazione di questo evento.

Gigliola Marinelli

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