SAN ROMUALDO E L’ABBAZIA DI VAL DI CASTRO

Oggi, 19 giugno, giorno di San Romualdo, viene commemorata la sua morte del 1027. Romualdo nacque a Ravenna, Capitale dell’impero Romano d’Occidente e sede del regno di Teodorico, qui divenne abate di Sant’Apollinare in Classe, il più grande esempio di basilica paleocristiana, nota per i suoi meravigliosi mosaici d’oro, inclusa insieme alle altre basiliche ravennati, tra i siti del Patrimonio UNESCO. Siamo nella seconda metà del 900 d.c. , Romualdo, decise di lasciare il luogo natio, raggiunge la località toscana di Camaldoli e fondò l’eremo di Camaldoli, divenendo promotore della Congregazione camaldolese, diramazione riformata dell’ordine dei Benedettini. San Pier Damiani poi ci descriverà nella Vita del Santo la movimentata vita di Romualdo, il cui luogo di sepoltura è dal 1481 presso la cripta della Chiesa di San Biagio in Fabriano.

San Romualdo, anacoreta, asceta e padre dei monaci Camaldolesi, figura carismatica, morì nel 1027, volle essere sepolto a Val di Castro, in questo luogo mistico tra la natura e i boschi alle pendici del Monte San Vicino, i cui versanti sono ricoperti da fitte faggete che scendono fino alla valle, tra esemplari di acero, agrifoglio e castagno. Si stabilì in questo luogo montano solitario per fondarvi un insediamento eremitico, un sito da lui particolarmente amato che scelse dopo aver lasciato Camaldoli, proprio qui in seguito contribuì alla nascita e all’ingrandirsi della chiesa e dell’abbazia sul luogo del primitivo monastero. San Romualdo aveva come principale missione ed ambizione quella di riportare i monasteri alla purezza ed austerità delle origini, integrando la solitaria vita eremitica con quella comunitaria del cenobio.

L’abbazia prende il nome di San Salvatore di Val di Castro, dove la comunità benedettina poi camaldolese svolgeva le sue attività di preghiera e lavoro in un complesso di edifici organizzati intorno ad un chiostro, dalle linee semplici. All’interno del complesso spicca la Sala Capitolare, a pianta rettangolare con volte a crociera sostenuta da colonne con pregevoli capitelli scolpiti e decorati con motivi geometrici e vegetali. La Chiesa è costruita in blocchi di pietra calcarea squadrati e da bifore negli absidi, l’impianto è a croce latina a navata unica.

Francesco Fantini

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