I FABRIANESI SPENDONO IN GIOCATE 33,88 MILIONI DI EURO

Di Marco Antonini

Ogni fabrianese spende 1.099 euro per tutti giochi gestiti dallo Stato per un totale di 33,88 milioni di euro giocati. Una cifra enorme per una città in crisi da ben undici anni. L’indagine, condotta dal Gruppo l’Espresso, si riferisce al 2017 e fotografa una realtà preoccupante, nonostante, negli ultimi dodici mesi presi in considerazione, sia stato investito un milione di euro in meno alle slot rispetto all’anno precedente, il 2016. Con 30.809 abitanti e un reddito pro-capite pari a 19.809,35 euro, Fabriano è al posto numero 1.585 su 7.954 comuni italiani nella classifica generale pro-capite. Considerando le città delle stesse dimensioni è al posto numero 1.471 su 7.100 comuni fino a 50mila residenti sempre nella classifica generale pro-capite. Nel dettaglio i soldi spesi a Fabriano in giocate, nel 2017, sono stati 33,88 milioni di euro. I soldi vinti da chi ha sfidato la fortuna sono stati 26,88 milioni. Nella città dei circa cinquemila disoccupati e della crisi che non accenna a diminuire, per sbarcare il lunario o per tentare la sorte si investono anche i pochi soldi che si hanno a disposizione prevalentemente nelle slot-machine: solo nel 2016, infatti, sono stati giocati più di 21 milioni di euro a Fabriano, un milione di euro in meno nel 2017. Con la scusa di puntare pochi spicci sono tante le famiglie che spendono molti soldi in questo modo.

Nel comprensorio, da Serra San Quirico a Cerreto d’Esi, passando per Genga e Sassoferrato, due anni fa furono spesi 30 milioni spesi nelle 291 slot in funzione. In questi anni si vince di più con le slot-machine che con i concorsi pronostici sportivi. Nel 2017 allo Stato sono andati 4,83 milioni di euro; a concessionari, gestori ed esercenti 2,17 milioni. Si gioca di più alle slot-machine. Nel 2017 sono stati investiti 13,40 milioni di euro; seguono le Lotterie istantanee (Gratta e Vinci) con 6,49 milioni di euro, le slot Vlt con 6,92 milioni e il Lotto con 5,11 milioni di euro di giovate. Rispetto all’anno precedente la somma giocata con le slot-machine è diminuita di un milione di euro e gli apparecchi sono passati da 194 a 172 con un taglio di 22 slot solo nella città della carta. Sempre più esercenti, quindi, dicono no a questo tipo di gioco che crea dipendenza e, in diversi casi, rischia di rovina le famiglie. Da segnalare, a questo proposito, nei mesi scorsi, l’avvio, anche a Fabriano, del progetto “Tuttingioco” che è stato ideato dall’Ambito Sociale 10 con il Dipartimento delle Dipendenze Patologiche e realizzato con scuole, enti e associazionismo. Nella città della carta e a Sassoferrato e Cerreto d’Esi, infatti, è stata promossa l’iniziativa Slot mob con più di mille studenti che hanno premiato i bar che hanno detto no al gioco d’azzardo. “Il Mercato dell’azzardo ha avuto uno sviluppo enorme negli ultimi vent’anni, ovunque si può giocare e ciò ha abbassato o annullato la percezione del rischio: gli anziani, i giovani e in generale tutti coloro che vivono un momento di fragilità sono agganciabili, attratti da un marketing spregiudicato, non si accorgono del processo compulsivo in atto e possono creare danni devastanti. “Tuttingioco” vuole stimolare informazione e consapevolezza e proteggere chi è fragile” il punto di Paolo Nanni, esperto del fenomeno Azzardo e referente per la Regione Marche della rete Slot Mob.

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