“IL MINISTRO PRENDA POSIZIONE”, IL PUNTO DI CERISCIOLI, SAGRAMOLA E PIERONI

“Il Ministro della Salute, Giulia Grillo, prenda posizione e salvi il punto nascita” intima il governatore Luca Ceriscioli. Gli attivisti del comitato in difesa dell’ospedale di Fabriano: “In caso contrario bloccheremo la SS76”. Anche l’ex sindaco, Sagramola attacca la presa di pozione del primo cittadino e dei parlamentari del Movimento. Un’altra doccia fredda per la città della carta che rischia, dal 2019, di non avere più il punto nascita. I bambini che vedono la luce all’ospedale Profili sono 330, troppo pochi secondo la normativa e le alternative ci sono: Jesi, Macerata, Urbino, secondo quanto scritto nella lettera spedita da Roma. Un modo per favorire e salvare l’ospedale di Branca, in Umbria, secondo molti fabrianesi. “Due anni fa abbiamo chiesto la deroga, abbiamo garantito medici, servizio h24 e la massima sicurezza. La risposta arrivata è inaspettata. Vogliamo la presa di posizione del Ministro della Salute. Noi, intanto, continueremo a lottare per il punto nascita, ma senza deroga dovremmo chiudere la sala parto. Una decisione che non vorremmo prendere”. Così il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, replica alle tante accuse sul possibile stop, dal 2019, al punto nascita di Fabriano.

Sagramola

“Sono incredibili le risposte del sindaco Santarelli e i dei rappresentanti politici del M5S al diniego del Ministero della Sanità in riferimento al punto nascita di Fabriano. Invece di chiedere al Governo di intervenire per continuare a concedere la deroga che fino ad oggi non era mai stata messa in discussione dopo l’accordo con l’ospedale Salesi, si attacca il presidente Ceriscioli e la Regione Marche”. Cosi l’ex sindaco di Fabriano e attuale segretario provinciale Pd, Giancarlo Sagramola. “Il dirigente ministeriale che ha firmato il provvedimento, posto che non abbia sentito il Ministro, lo ha fatto motivandolo con la poca distanza del punto nascita del Profili dagli altri delle Marche. Fino ad oggi, pur non raggiungendo i 500 parti, tutti i dati inviati a Roma non avevano suscitato nessun provvedimento di diniego. Buttare la responsabilità sugli altri, senza fare squadra concordando un’azione politica a difesa del punto nascita, ha il sapore di una resa o di un patto. Il sindaco Santarelli chieda un incontro urgente con il Ministro della Sanità, porti il testo dell’accordo con il Salesi per l’organizzazione del personale e chieda di studiare, insieme, una linea per il mantenimento della sala parto visto che fino ad oggi è stato possibile trovare una soluzione per scongiurare la chiusura”.

L’assessore regionale Pieroni

“Schiaffo alla città di Fabriano e a tutti i suoi cittadini dal nuovo Ministro alla Salute del Partito Cinque Stelle che ha espresso parere sfavorevole alla richiesta di deroga alla chiusura del Punto nascita di Fabriano a seguito dell’istanza presentata dalla Giunta Ceriscioli per mantenerlo aperto, come oramai avveniva dal 2015. Le motivazioni, a sostegno di questa richiesta di deroga della Regione Marche, sono le molteplici problematiche che riguardano il territorio montano sia per le criticità da un punto di vista viario nei collegamenti che per le difficoltà emerse con il recente sisma che hanno determinato la sua inclusione nel cosiddetto “cratere”. Presenteremo una mozione come Lista Uniti per le Marche per dire no a questo atto così grave per tutta la collettività ed in particolare per tutte le mamme della zona montana del fabrianese”. Così l’assessore regionale, Moreno Pieroni.

Le polemiche

La polemica è solo all’inizio. L’ex Presidente del Consiglio comunale Pino Pariano attacca: “Sindaco e assessori si dimettano per dare un utile contributo alle varie iniziative di protesta che tantissimi cittadini hanno fatto. Nel corso degli ultimi anni – spiega Pariano – ne abbiamo sentite tante sui partiti politici che hanno governato Fabriano, ma almeno allora il confronto era dialettico, programmatico, e comunque politico. Oggi, soprattutto da chi ci governa non arriva nessuna risposta concreta”. Il consigliere Andrea Giombi, Fabriano Progressista, lavora per un consiglio comunale straordinario sulla sanità. La convocazione entro la prima decade di agosto. “Dobbiamo formulare – dice Giombi – un ordine del giorno volto a tutelare nel prossimo piano sanitario regionale il territorio montano. L’atto è stato sottoscritto da tutta l’opposizione, mi auguro che lo firmino anche i membri della maggioranza”. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco, Gabriele Santarelli. “Il parere negativo – dichiara il primo cittadino – sulla richiesta di deroga per la chiusura del punto nascita è stato pronunciato dalla struttura tecnica del Ministero. L’espressione del parere si basa sulla documentazione prodotto e inviata dalla regione e i cui contenuti non ci sono noti. Il Presidente Ceriscioli ha la piena responsabilità in quanto è l’unico che può, insieme ai suoi colleghi presidenti, chiedere che venga ridiscusso l’accordo Stato Regione. Ceriscioli chieda ufficialmente di ridiscutere i contenuti dell’accordo Stato Regioni per prevedere nel documento eventuali deroghe. Nel suo parere la struttura tecnica dà alla regione la possibilità di derogare all’accordo di sua spontanea iniziativa”. Romina Pergolesi, portavoce M5S e in commissione sanità della Regione evidenzia come “Fabriano è una zona colpita anche dal terremoto e le infrastrutture attuali sono insufficienti e non garantiscono la tutela della salute della mamma e del bambino in casi di emergenza”. Michele Crocetti, consigliere comunale Partito Democratico: “Per anni ci siamo adoperati in ogni sede ed in ogni modo per investire sull’ospedale di Fabriano e per garantire il mantenimento del punto nascita. Ora il neo governo M5S/Lega risponde in maniera negativa alla nostra richiesta di deroga per il mantenimento del punto nascita di Fabriano”.

Marco Antonini

 

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