ARTECONI: “LA MAGGIORANZA RIFIUTA DI CONDIVIDERE E DI CONFRONTARSI”

Medico conosciuto e stimato per la sua indiscussa professionalità, oggi presente nella pubblica assise tra i  banchi dell’opposizione con il gruppo Fabriano Progressista, il dottor Vinicio Arteconi traccia un resoconto dei primi cento giorni di governo della nuova amministrazione pentastellata. Lo abbiamo incontrato per parlare anche di temi e problematiche  importanti  che Fabriano deve affrontare e risolvere quanto prima, quali il lavoro, la sanità e l’Ospedale Profili.

Dottore, un grande lavoro del suo gruppo Fabriano Progressista che ha ottenuto un brillante risultato elettorale alle ultime amministrative. Il vostro ingresso nel consiglio comunale cittadino è stato rispondente alle aspettative o qualcosa vi ha deluso nei rapporti con la maggioranza  in questi primi cento giorni di governo?

Questi primi 100 giorni non hanno prodotto grandi cose, forse molte sono ancora custodite in una gelosa gestazione, ma una cosa si è già resa evidente ed è il loro rifiuto di condividere e di confrontarsi. Vi è anche poco rispetto per le istituzioni tanto è vero che la discussione spesso avviene prima su facebook che in consiglio comunale, del resto Grillo e Casaleggio avevano già teorizzato nel loro libro “Siamo in guerra” il superamento dei partiti e delle istituzioni a favore di una democrazia mediatica.”E’ tutto scritto nel programma” ripetono continuamente, tanto che alcuni consiglieri di minoranza sono stati diffidati dal presentare atti a loro dire copiati dal sacro testo.

Punto focale della vostra campagna elettorale è stato il salvataggio dell’Ospedale Profili di Fabriano. A che punto siamo e soprattutto come sono i rapporti con la Regione Marche, interlocutore fondamentale in questo ambito?

Riguardo l’ospedale,ma più in generale la sanità,non mi pare che siano stati minimamente sciolti i nodi fondamentali che avevamo posti in campagna elettorale. Il riordino della sanità montana, con Fabriano ospedale di primo livello, dotato delle specialità minime indispensabili per essere il riferimento della  zona dell’appennino centrale marchigiano e non solo,rifiutando la guerra tra poveri con Jesi e Senigallia e chiedendo con forza la revisione del piano sanitario regionale. La dotazione organica necessaria per superare turni stressanti e l’abbattimento delle liste di attesa. Decidere infine se e come intervenire per superare l’emergenza terremoto. Noi non siamo algoritmi ma persone e come tali, come recita la stessa Costituzione, rivendichiamo il diritto di essere considerati.

Notizia di questi giorni la messa in mobilità di molti lavoratori dell’azienda Tecnowind. Fabriano sta vivendo una crisi occupazionale senza precedenti, crede che si stia facendo veramente tutto il possibile per arginarla?

La crisi economica ed occupazionale che ha investito ed investe tuttora il nostro distretto industriale,resa ancora più grave dalla vertenza ancora in corso della Tecnowind e dalle notizie preoccupanti sulle commesse ritirate alle Cartiere Miliani del gruppo Fedrigoni,  impongono prese di posizione nette,inequivocabili e coraggiose che impegnino la Regione ed il Ministero a far rientrare il nostro distretto in un’area di crisi complessa aggravata anche dagli ultimi eventi sismici. C’è bisogno di forti investimenti pubblici che avviino nuovi processi economici ed industriali e che riqualifichino il personale. Basta con i tagli ,con la perdita di servizi essenziali e con delocalizzazioni incentivate con denaro pubblico.

Con Fabriano Progressista avete sostenuto con forza la candidatura della città di Fabriano come capitale italiana della cultura. Crede che la rinuncia da parte dell’amministrazione comunale a questo progetto sia stata un’occasione persa per Fabriano?

A proposito della candidatura di Fabriano Capitale della Cultura 2020 penso sia stata un’occasione persa sia perché, con l’aiuto di professionisti di altri comuni e dello stesso Ministero, avremmo potuto partecipare e preparare la città ad accogliere l’evento qualora avessimo vinto. Ma anche in caso contrario avemmo potuto usare il progetto per promuovere la cultura, attuando lo slogan dei pentastellati “con la cultura si mangia”.

La vittoria del Movimento Cinque Stelle a Fabriano secondo lei è la risposta reale al desiderio degli elettori di cambiamento o crede che la crisi del centro- sinistra e del Pd cittadino abbiano dato man forte a questo successo elettorale? Dove si è sbagliato, se si è sbagliato qualcosa? 

Credo che noi, con una sola lista di persone davvero eccezionali,abbiamo fatto un miracolo,segno evidente che davvero abbiamo sbagliato poco o niente(perdoni questa mia piccola presunzione).La politica della Regione con interessi spesso contrapposti ai legittimi interessi della comunità locale,non contrastati adeguatamente per motivi di appartenenza allo stesso partito, ha reso ostile l’elettorato al PD locale che con questa legge ha favorito i pentastellati al ballottaggio.

Gigliola Marinelli

                                      

 

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