UN PREMIO LETTERARIO PER RICORDARE FEDERICA BRACONI

Una forte e tenace amicizia che nemmeno la morte riesce ad ostacolare, nonostante il dolore e la non rassegnazione quando viene a mancare una giovane amica, sottratta alla vita troppo in fretta dal male oscuro che tutto annienta ed immobilizza. Il ”Premio Letterario Federica Braconi”, ideato e fortemente voluto dalle amiche di Federica e reso possibile grazie al Leo Club di Fabriano, nasce dalla ferrea volontà di non dimenticare Federica attraverso un percorso in cui giovani studenti talentuosi possano far vivere ancora la grande passione di Federica per la letteratura e la scrittura. Abbiamo incontrato le amiche di Federica per conoscere meglio la vera natura di Federica Braconi ed il percorso che ha portato il Leo Club, in collaborazione con Radio Gold, all’ideazione di questo bellissimo progetto culturale.

Ragazze, chi era Federica Braconi?
Raccontare Federica è difficile; è difficile racchiudere in poche righe le mille sfaccettature e passioni che la caratterizzavano. Era una donna, una fidanzata, un’amica leale, presente e generosa; un sostegno su cui contare per un consiglio, un confronto o per una bella litigata. L’amicizia era per lei un valore inestimabile, che non doveva e non poteva essere tradito; un privilegio riservato a pochi. Era a questo valore e soprattutto a noi, le sue amiche, che dedicava gran parte della sua vita: lei c’era, c’era sempre, col sole, con la pioggia, con il sorriso o con la morte nel cuore; ci amava e con ognuna di noi aveva un rapporto unico. Affrontava e apprezzava la vita in ogni sua forma e non voleva perdere nulla di ciò che essa poteva donarle. Durante la malattia non ha mai voluto pietà o commiserazione, ma solo affetto e comprensione per quelle parole che non riusciva a dire o per quelle verità che preferiva nascondere per proteggere tutti noi dalla puntualità del destino. Come disse suo zio non molto tempo fa, nella sua breve vita ha avuto molto: Simone, un fidanzato che è entrato nella sua quotidianità a piccoli passi, divenendone parte essenziale; una famiglia che l’ha adorata, impartendole l’onestà e la forza come stile di vita; amici che l’hanno ammirata per la sua instancabile voglia di vivere. Quella stessa voglia che riponeva nello studio per coronare uno dei suoi sogni: laurearsi. Studiava Giurisprudenza perché la difesa dei deboli, degli inascoltati e il reinserimento sociale dei condannati erano dogmi e convinzioni di vita; “la difesa è un diritto di tutti” diceva sempre. Già questo dimostra quanto Federica fosse appassionata, fiera e ricca di principi solidi; per lei non esistevano mezze misure, la vita era un’enorme tela, bianca o nera, nella quale o si amava o si odiava.

Quali passioni coltivava Federica?
Era una comune ragazza di venticinque anni, con molte insicurezze, ma anche con mille certezze: amava la musica, passione alimentata dalle sue innegabili doti canore; la cucina in tutte le sue forme più zuccherate; voleva sempre farci assaggiare le sue creazioni pretendendo pareri schietti e critici, ai nostri sinceri complimenti quindi non credeva mai. Amava il cinema, passione che le piaceva condividere con il fidanzato e con noi, le sue amiche. Vinse addirittura un concorso, grazie al quale venne premiata con un viaggio a Roma al Festival del Cinema. Amava inoltre disegnare; era lei l’addetta ai bigliettini d’auguri in ogni nostra ricorrenza. ll teatro e le materie umanistiche erano altre sue passioni, coltivate anche grazie a suo nonno, Dalmazio Pilati, professore, storico e uomo di cultura.

Perché proprio un premio letterario in memoria di Federica?
Siamo partite dalle sue predisposizioni culturali quando abbiamo deciso di creare una borsa di studio in suo onore. Ufficiosamente essa nasce per renderle in qualche modo giustizia e ufficialmente per la dedizione, lo zelo e la tenacia con le quali non ha mai rinunciato allo studio. Il suo più grande sogno era quello di laurearsi. Questo è stato il nostro principio ispiratore e da qui siamo partite per creare il Premio Letterario. Esso vuole garantire la continuità dei valori in cui Federica credeva e stimolare gli alunni a proseguire gli studi nell’ambito universitario. L’idea che qualcuno potrà, in futuro, intraprendere un percorso universitario grazie al “Premio letterario Federica Braconi” è per noi amiche e per tutta la sua famiglia, motivo di gioia e soddisfazione.

Gigliola Marinelli

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