GUASTO ALL’IMPIANTO ANTINCENDIO, ALLAGATO L’OSPEDALE DI SASSOFERRATO

Le bassissime temperature degli ultimi giorni nel Fabrianese che sono scese ieri anche a meno 11 gradi, con il gelo ovunque, hanno provocato un guasto a una bocchetta dell’impianto antincendio all’ospedale di Sassoferrato che ha rischiato di allagarsi completamente. L’allarme è scattato alle 1,30 di sabato notte: due infermiere di turno si sono accorte dell’acqua che stava uscendo da una parete, sgorgando dalla bocchetta predisposta per l’innesto dei tubi da usare in caso di incendio e hanno chiamato i vigili del fuoco che si sono precipitati sul posto. Quando sono arrivati in via Marconi l’acqua aveva invaso già diverse stanze del primo piano, con uno strato di circa cinque centimetri e stava scendendo al pianterreno, filtrando attraverso il solaio e il controsoffitto fino alle stanze che ospitano uffici e laboratori. Nell’ospedale sentino c’erano dieci pazienti, tutti anziani non autosufficienti, ma non c’è stato bisogno di evacuarli. L’impianto antincendio è stato bloccato per interrompere la perdita. Pochi i danni: l’acqua ha rovinato alcuni computer e mobili che si trovano nelle stanze. Il gelo ha continuato a creare problemi anche ieri sulle strade. A Cerreto d’Esi e nelle frazioni che fanno capo a Fabriano le situazioni più critiche.

m.a.

ALLEVATORI AREE SISMA, MUCCHE ASSIDERATE

”Abbiamo perso due mesi. Moduli su moduli da riempire, un sacco di burocrazia, e intanto le mucche rischiano di morire assiderate sotto la neve, e i lupi hanno già sbranato due vitellini appena nati”. Nelle zone del sisma sono decine le stalle distrutte o gravemente lesionate dalle scosse di agosto e ottobre, e migliaia i capi di bestiame, vacche e pecore, che rientrati a valle dai pascoli estivi non hanno più trovato un riparo. Attilio Rivelli è un allevatore di Pieve Torina. ”Abbiamo 150 mucche da carne, la casa inagibile, due stalle senza tetto”. 40 mucche sono state ospitate nella stalla di un amico, ”le altre le abbiamo sistemate sotto una tettoia esterna. Ma di notte fa -15 gradi, l’acqua nelle tubature gela, gli animali non potranno andare avanti a lungo in queste condizioni”. I Rivelli erano pronti ad acquistare una stalla mobile, ”ma ci hanno detto aspettate, aspettate…un rimpallo continuo fra Protezione civile e Regione. Ogni volta manca qualche carta”.

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