News

Grande partecipazione a Zona Conce per “Pier Paolo Pasolini l’intellettuale eretico”

Fabriano – Continua il grande successo di “ZC Lab | Trame di cultura”, il nuovo contenitore culturale promosso da Fondazione Carifac e dal comitato scientifico della strumentale Carifac Arte per valorizzare il polo culturale di Zona Conce come luogo aperto al dialogo e al confronto intergenerazionale. Sì è tenuto sabato 18 aprile a Fabriano (AN) il terzo appuntamento del ciclo di eventi dedicato alla letteratura, alla storia e all’arte del Novecento, dal titolo “Pier Paolo Pasolini l’intellettuale eretico”. Ospite dell’incontro il professore Antonio Tricomi, uno dei massimi esperti e studiosi della “multiforme opera pasoliniana”, autore che ha indagato da oltre 30 anni dedicandogli numerose pubblicazioni, oltre che convegni nazionali e internazionali.

L’evento si è aperto con i saluti iniziali della Presidente di Fondazione Carifac, Rosa Rita Silva, che ha espresso profonda soddisfazione per la risposta del pubblico a questi eventi multidisciplinari di alto profilo, sottolineando come “la cultura aiuti a guardare al futuro con speranza”. A seguire, l’intervento del Presidente di Carifac Arte, Geremia Ruggeri, che ha introdotto la serata, evidenziando come Zona Conce stia diventando sempre più un “polo di diffusione culturale”, dove la cultura diviene motore di rinascita del territorio. Il dialogo con l’ospite è stato moderato da Alessandro Moscè, membro del comitato scientifico di Carifac Arte, che ha accompagnato gli spettatori in un viaggio alla scoperta di un autore eclettico la cui popolarità non si è affievolita nemmeno a oltre 50 anni dalla morte, proprio per la sua capacità di incarnare le contraddizioni della società italiana.
Nel suo intervento, Antonio Tricomi ha approfondito la natura “eretica” di Pasolini, profondamente ambigua e contradditoria, autore tuttora “politicamente conteso” in un’epoca di scarso interesse verso la letteratura, e la sua capacità profetica di comprendere, prima degli altri, dove stava andando l’industria culturale italiana. Anticipando gli ultimi 30 anni della cultura occidentale, Pasolini ha messo al centro del dibattito il proprio “corpo”, sovraesponendo la sua fisicità in tutt’uno con le sue opere e la sua figura di intellettuale. Nella sua produzione poliedrica, ha occupato un ruolo di rilievo in tutti gli ambiti dell’arte e della cultura, “sostituendo il mito dello scrittore suicida al mito dello scrittore ammazzato”: un “delitto politico” nel senso pieno del termine, legato alla sua vita, al suo orientamento sessuale e alle sue idee, indipendentemente dalle diverse piste investigative emerse negli anni.

L’iniziativa si è conclusa con un partecipato momento di confronto con il pubblico e ha ribadito che, in un’epoca segnata da quello che il professor Tricomi ha definito un preoccupante “analfabetismo primario”, la vera eredità intellettuale di Pasolini risieda nel valore del sapere, l’unico capitale indispensabile da trasmettere ai giovani per decodificare il presente e le sue continue trasformazioni. (cs)