583 SFOLLATI NEGLI HOTEL DELLE MARCHE, 900 AZIENDE AGRICOLE A RISCHIO

Sono stimati fra 4 e 5 mila gli sfollati delle Marche dopo il terremoto del 28 ottobre che vanno sistemati in hotel o strutture alternative. Ieri sera sono stati trasferiti in alberghi della costa, a Porto Sant’Elpidio, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto, 583 persone: 18 da Castelsantangelo sul Nera, 30 da Fiordimonte, 122 da Pievebovigliana, 252 da Pieve Torina, 161 da Visso. Lo rende noto il Centro di coordinamento regionale. I trasferimenti proseguono in collaborazione con il Dipartimento nazionale della Protezione civile e su segnalazione dei sindaci. Molti gli aspetti di cui tenere conto in queste operazioni: le condizioni di salute dei terremotati, disabilità, fragilità di vario tipo, la frequentazione delle scuole, che non può essere interrotta. La priorità è la tutela dei tessuti sociali delle singole realtà coinvolte nel terremoto. Le Ferrovie dello Stato hanno fatto arrivare nella stazione di Fabriano 5 vetture letto in grado di ospitare fino a 250 persone. Sale, intanto, il conto dei danni nelle campagne delle zone terremotate con altre due stalle crollate, con gli animali esposti ai rischi del ritorno del freddo e dei predatori. Lo dice la Coldiretti di Macerata. Nell’area epicentro del sisma ci sono oltre 900 aziende agricole, attive soprattutto nell’allevamento di mucche e pecore al pascolo, con la produzione di carne e formaggio. Il terremoto ha fatto venir giù stalle e fabbricati rurali e lesionato caseifici, strutture aziendali e agriturismi, che peraltro devono far fronte a disdette e cancellazioni da parte degli ospiti. Oltre all’emergenza abitativa, con gli agricoltori e gli allevatori che non possono lasciare le loro aziende per l’impossibilità di abbandonare gli animali, si aggrava il problema dei ricoveri per il bestiame, tanto più in vista dell’arrivo delle temperature più rigide, oltre all’annoso problema dei lupi. Ma c’è anche la necessità di evitare che il latte vada buttato, con i laboratori di trasformazione lesionati. (Ansa)

Contattaci al 393 000 9690
Prima di iniziare la conversazione è obbligatorio accettare la nostra privacy policy