Gian Lorenzo Bernini in una grande mostra a Roma
Dopo il successo di Caravaggio 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini. Attraverso i capolavori seguiamo il percorso sul rapporto straordinario tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII. Un connubio che portò il Bernini al successo, lanciandolo in grandi opere artistiche che hanno abbellito Roma ed esaltato il periodo del Barocco di un ‘600 davvero scenico, teatrale, ricco.
Le opere del Barocco meravigliano per le loro grandi dimensioni e il coinvolgimento che sanno suscitare. Roma è certamente la città più rappresentativa di questo stile. L’esposizione tra l’altro si colloca, inoltre, in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro, 1626, uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana, qui infatti realizzerà all’interno il Baldacchino, opera scultorea e di alto artigianato scenica e all’esterno l’armonico e spettacolare colonnato. La mostra si articola in sei sezioni, seguendo la parabola creativa di Bernini dagli esordi nella bottega paterna, qui anche opere del padre artista Pietro Bernini come Adamo, Eva e il serpente del Musée de Tessé di Le Mans, e opere realizzate in collaborazione tra padre e figlio, tra cui le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini e il Putto con drago dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles, capolavori che troviamo in una prima sala piuttosto ricca di opere. Davvero sorprendente poi ammirare il San Lorenzo dagli Uffizi e il monumentale San Sebastiano in eccezionale confronto con il San Sebastiano Barberini di collezione privata.
La seconda sezione, approfondisce il cantiere della Basilica di San Pietro, dove si manifesta con maggiore evidenza il sodalizio tra Urbano VIII e Bernini. La terza sezione esamina l’attività di Bernini come ritrattista pontificio, a partire dai busti di Paolo V Borghese e Gregorio XV Ludovisi, affiancati da ritratti in bronzo dei medesimi pontefici. Particolare attenzione è dedicata alla serie di busti di Urbano VIII, un nucleo eccezionale proveniente da musei e collezioni internazionali, mai esposto insieme in precedenza. Le ultime sezioni includono anche dipinti provenienti dall’antica collezione Barberini, tra cui opere di Guido Reni e un’antologia di busti di cardinali, intellettuali, cortigiani e figure eccentriche della corte di Urbano VIII. L’ultima sezione presenta busti raramente esposti, come quello di Thomas Baker proveniente dalla collezione Victoria & Albert Museum di Londra e dipinti attribuiti a Bernini, dimostrando anche abilità notevoli nella pittura, significativo il suo autoritratto. Il fulcro della sezione è il celebre busto di Costanza Bonarelli, dal Bargello di Firenze, unico ritratto scultoreo senza committente, qui la figura di Costanza, che segnò la sua vita, una storia da raccontare. La Mostra potrà essere visitata fino al 14 giugno 2026.
Francesco Fantini

