PAOLO NOTARI: “EVENTI DI SPESSORE PER IL RILANCIO DELLA CITTA'”

Un viaggio nel mondo della comunicazione per comprenderne le evoluzioni e le dinamiche connesse ad un modo tutto nuovo di comunicare, con il collega giornalista Paolo Notari, conduttore radiofonico e presentatore televisivo. Dai microfoni della radio libera cittadina Radio Stereo Marche a Radio Uno Rai, attraversando l’Italia e calcando i palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani e regionali, la storia professionale di Paolo Notari appassiona e conferma il detto che chi è capace di comunicare vince sempre. Lo abbiamo incontrato per capire come anche la città di Fabriano potrà sfruttare le proprie potenzialità per diventare più attrattiva, soprattutto nel settore del turismo culturale, con particolare cura dell’accoglienza e della selezione delle proposte in materia di eventi ed iniziative di ampio respiro.

Paolo, sei partito da una radio locale di Fabriano per poi approdare a Roma negli studi della Rai. Ripensando alla gavetta ed ai tanti anni di carriera che ormai hai alle spalle, il tuo bilancio è positivo o hai qualche sassolino nella scarpa che vorresti toglierti?

Sicuramente positivo per essere riuscito, con grande fatica, a vivere di un mestiere che mi piace da impazzire e che mi ha dato la possibilità di far crescere intorno a me una famiglia viva e unita. Nei decenni in cui Fabriano offriva grandi opportunità (seppur a senso unico) non ho mai pensato, nonostante tante appetibili proposte lavorative gratificanti anche economicamente, di far qualcosa di diverso da quello che faccio. E’ faticoso vivere di un’attività che ami, devi lottare ogni giorno, ma come dico a tutti i giovani: “Intanto capite voi quale attività amate profondamente e poi rincorrete la possibilità di renderla un mestiere. Sarete felici sempre, seppur lottando”.

Il mondo della comunicazione ha subito un ribaltamento epocale. L’avvento dei social, la dinamicità che ne è conseguita, la fruibilità immediata hanno inciso secondo te sulla qualità della comunicazione?

La Comunicazione ha prepotentemente affiancato ed invaso altri settori, o forse altri settori si sono lasciati invadere, penso all’informazione, alla politica, alla medicina. Oggi la comunicazione fa da padrona e orienta su tutto. Chi non comunica non esiste ed essendo così preponderante su ogni settore ha perso anima, tutti comunicano per non comunicare più niente. Ciò non toglie che alcune poche realtà restino a livello di alta credibilità ma, in generale, la velocità e la popolarità delle notizie comunicate hanno preso più importanza rispetto alla verifica ed all’approfondimento degli argomenti. Oggi la comunicazione ha più forza dell’informazione e questo è spesso deleterio. Vanno scisse le due cose, in tutti i settori.

La tua professione di presentatore di eventi e programmi, nonché di conduttore radio-televisivo, ti ha permesso di viaggiare attraverso il Paese “raccontando” magistralmente i luoghi, la cultura e le tipicità. Durante questi tuoi viaggi in Italia hai mai pensato a Fabriano ed alla difficoltà oggi di costruire e progettare eventi di livello nella nostra città? Cosa ci manca?

Manca forse tra noi fabrianesi una mentalità diffusa di volontà vera di riposizionamento, comprensibile retaggio di decenni di attività solo legata al settore della produzione industriale, che ci ha forgiato e che tanto ci ha dato. Comprendo meno una totale mancanza da parte degli amministratori di capire che il potenziamento del turismo culturale, enogastronomico, le iniziative attraenti per il turista in città, di cui Fabriano ha tanto bisogno, non possono limitarsi al volontariato o semi volontariato di Associazioni, che pur fanno miracoli (penso a FabrianoInAcquarello, al Palio di San Giovanni Battista ed a tante altre iniziative). Per far crescere realmente la Città vanno individuati incarichi strategici affidati a Professionisti ed investimenti economici importanti, ottenibili oggi facilmente da funzionari capaci, tramite bandi europei e regionali. Solo se si opera nel turismo con eventi di spessore, si è in condizione di riversare movimenti economici sul territorio e creare nuovi mestieri e professionalità. Le iniziative spontanee gratuite o a basso costo non possono, seppur ripeto apprezzatissime, sopperire ad una totale assenza di politiche di investimenti culturali e turistici, da affidare a Professionisti del settore.

Nel tuo curriculum professionale una voce importante è la docenza presso l’Università degli Studi di Macerata. Percepisci energia positiva e propositiva negli studenti? Hai una curiosità che ti ha colpito nel tuo rapporto con i giovani universitari?

I giovani sono tutti potenziali Campioni. In questo momento storico mancano gli allenatori capaci di intuire le loro capacità e posizionarli nel giusto ruolo. E’ questo che mi piace fare con molti di loro durante i Laboratori di Scienze della Comunicazione che UNIMC mi affida. E gli studenti comprendono questa mia reale volontà, mettendosi a disposizione con aspettative importanti, che a me danno gratificazione. Si passa in pochi giorni, seppur con rispetto (che pretendo) dallo: “Scusi professore” al “Pa’ te piace st’inquadratura?”

Gigliola Marinelli

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