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“Al cancello senza nome”, la poesia di Liliana Paisa dedicata ai lavoratori in difficoltà

Fabriano – A pochi giorni dallo choc relativo al caso Electrolux a Cerreto d’Esi pubblichiamo alcuni scritti della poestessa fabrianese Liliana Paisa. “Scritte nel 2007, fanno parte – dice – del primo libro pubblicato in italiano 2009. Sembrano attuali. In queste ore mi hanno fatto pensare ai dipendenti del sito produttivo Electrolux a cui va la nostra vicinanza”.

AL CANCELLO SENZA NOME

La catena della sopravvivenza:
otto ore precise nei sei giorni precisi.
Nel settimo giorno le mani si lasciano andare
nella piccola carezza, nel significato della propria casa.
C’è bisogno di più case, quelle per i sogni irreversibili,
per il riposo delle partenze e case per la solitudine.
Staccato dalla catena guardi i tuoi giorni integrati
in una casa senza porte, senza finestre,
con le entrare uguali alle uscite.
Al posto del nome sta scritto: globalizzazione.
Comincia la stagione degli incubi,
con il pane quotidiano nei ritratti,
nell’immagine sfocata.
Le ragioni crollano sulla libertà di sapere tutto questo…

 

ABITANTI DELLE OMBRE

Siamo abitanti delle nostre ombre,
delle parole già esaurite
per un dipinto nel sole.
Colori sciolti nascondono la mano,
quella che inganna la tela.

 

TEMPO SCADUTO
Conservati nelle vertebre
di un tempo scaduto,
adottiamo il salto mortale
per salvare la nostra visibilità
che già appanna le dimensioni
di un altro spazio.

 

UN’ALTRA ALBA
In mondo si divide;
cromosomi in delirio
per la solitudine del grembo
che spaventa l’alba addormentata
nella culla.

Liliana Paisa