Cartiere, Uilcom chiede tutele per i somministrati a tempo determinato e le unità in staff leasing
In attesa dell’avvio del percorso di formazione per i dipendenti, una cinquantina, ad oggi ancora in cassa integrazione, e per quelli ricollocati nell’ambito della vertenza che ha riguardato la chiusura della società Giano delle Cartiere Fedrigoni di Fabriano, Uilcom Uiltemp Marche chiede tutele per i somministrati a tempo determinato e per le unità in staff leasing. Dopo la nomina dei tre Rappresentanti Sindacali Aziendali i sindacati monitorano la situazione. «Purtroppo – si legge in una nota – siamo stati facili profeti. Avevamo già evidenziato all’assessore al lavoro della Regione Marche che Fedrigoni avrebbe ricollocato gli esuberi dello stabilimento di Giano lasciando a casa i somministrati creando una perdita di occupazione. Parliamo di un territorio devastato come quello del Fabrianese, di oltre 100 lavoratrici e lavoratori. Ciò è inaccettabile dopo anni di professionalità e dedizione, i lavoratori in somministrazione durante il periodo pandemico hanno garantito all’azienda produzione e relativo guadagno». La ricollocazione degli ex dipendenti Giano presso i siti di Fabriano o di Castelraimondo, Pioraco o alla Ritrama è proseguito. «L’obiettivo aziendale era quello di offrire nuove opportunità ai dipendenti ex Giano, molti dei quali sono ancora in cassa o trasferimenti temporanei» fa sapere Uilcom Uiltemp Marche. Secondo il sindacato «è essenziale che l’azienda si assuma la propria responsabilità sociale nei confronti di chi ha contribuito al funzionamento dello stabilimento con sacrificio e competenza. Abbiamo ribadito con forza la nostra totale contrarietà a questa situazione anche nella sede nazionale di Verona e ci attiveremo con ogni mezzo per interrompere questo meccanismo iniquo. Il nostro impegno sarà volto a tutelare tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro tipologia contrattuale: che siano a termine, assunti da Fedrigoni, ex Giano, somministrati o ditte esterne».
Marco Antonini

