“La lotta dei Sepolti vivi”, la commemorazione a Cabernardi

Il Comune di Sassoferrato, in collaborazione con il Parco della miniera di zolfo delle Marche e dell’Emilia-Romagna, ha commemorato oggi il 70 esimo anniversario dell’occupazione della miniera di zolfo di Cabernardi, la “lotta dei Sepolti vivi”. Quella di 330 operai, 161 di loro cinque cento metri sottoterra al 13° livello, che per 40 giorni cercarono senza riuscire di impedire la chiusura del polo estrattivo e il licenziamento di 860 operai. Una lotta che fu una pietra miliare nella storia del comprensorio per le sue conseguenze sociali ed economiche a cui il Comune di Sassoferrato dedica un convegno, la posa di un cippo realizzato dall’artista-fabbro Marco Cesandri e una mostra che racconta gli ultimi anni della miniera e il trasferimento dei minatori e delle loro famiglie a Pontelagoscuro di Ferrara.

In presenza del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e di Stefano Aguzzi, assessore regionale che tra le sue deleghe a quella ai parchi, alle riserve naturali e alla valorizzazione dei beni ambientali, al convegno interverranno Pierpaolo Bombardieri (Segretario Generale UIL), Iperide Ippoliti (Segreteria Nazionale UIL), Dott. Marco Labbate (Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”) e la Sen. Rossella Accoto (Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali). Un momento intenso di riflessione considerando che il 70 esimo della lotta dei Sepolti ci dà l’opportunità di ricordare la resilienza di un comprensorio in un momento dove i finanziamenti del Pnrr offrono nuove possibili vie di sviluppo per le aree interne e i borghi rurali.

Il programma di sabato 28 maggio 2022 ha previsto il saluto delle autorità alle 10, l’ inaugurazione del Cippo commemorativo alle 11,30 e alle 11,45 della mostra fotografica “Miniera. Segni e parole. Storia di migrazione e integrazione”. A supporto dell’evento sono intervenuti inoltre l’Istituto Gramsci Marche, Happenniness soc. coop. e il Circolo ACLI ex Minatori. Il 70 esimo anniversario della Lotta dei Sepolti vivi ha ottenuto il patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente e della Transizione Ecologica, della Cultura, del Turismo, dell’Ispra, della Regione Marche e della Regione Emilia-Romagna, del Parco Nazionale dello Zolfo di Marche e Romagna, dei Comuni di Arcevia, Cesena,
Novafeltria, Pergola, Talamello, Urbino.

Storia 

Al 70 esimo sarà dedicato un anno celebrativo che terminerà il 4 dicembre con la Festa di Santa Barbara a Cabernardi ed è il frutto del lavoro di un Comitato Tecnico Scientifico composto da rappresentanti del Parco Nazionale dello Zolfo di Marche e Romagna, dei Comuni di Pergola e Arcevia, dell’Università di Urbino, dell’Ordine dei giornalisti, delle rappresentanze sindacali, dell’Ispra, delle associazioni Clio ‘92, la Miniera onlus, Palio della Miniera, “Cristalli nella Nebbia”. I prossimi appuntamenti sono il 2 luglio un convegno sul tema “Lavoro, ambiente e sviluppo delle comunità minerarie: tra memoria e prospettive” e il 5 luglio l’inaugurazione dell’Archivio comunale della Miniera di Zolfo di Cabernardi; dal 7 al 14 agosto, la dedica al LXX anniversario dell’occupazione della Miniera della 22° edizione del Palio di Cabernardi con uno spettacolo commemorativo durante la serata inaugurale; il 4 dicembre, la festa di Santa Barbara. Sono anche in programma dei progetti didattici in collaborazione con gli Istituti scolastici, momenti seminariali e attività di valorizzazione del patrimonio, anche archivistico e giornalistico, legato alla memoria della tradizione e della vita della comunità mineraria di Cabernardi che verranno realizzati sul territorio anche dai Comuni di Arcevia e Pergola, nonché spettacoli, anche itineranti, di arti visive.

70 anni fa

Fu la scritta “Coppi maglia gialla” su un vagone a dare il via 70 anni fa alla “Lotta dei Sepolti vivi” a
Cabernardi di Sassoferrato, miniera di zolfo allora più grande d’Europa. Era un mercoledì sera, il 28 maggio
1952, quando iniziò lo sciopero di 337 minatori per impedire la chiusura del polo estrattivo e il
licenziamento di 860 operai. Mentre 176 lavoratori rimasero al 13° livello, cinque cento metri sottoterra, gli altri 161 vigilavano sulla superficie. La lotta durò 40 giorni e il 5 luglio, i minatori misero fine allo sciopero avendo ottenuto la promessa da parte della Montecatini, la ditta proprietaria, di altri sondaggi, il pensionamento anticipato per alcuni lavoratori e per altri il trasferimento. Il che non impedì all’attività estrattiva di essere spostata nell’altro pozzo di Percozzone e ai minatori e alle loro famiglie di dover emigrare a Ferrara, in Sicilia, in Toscana, all’estero. Il 1963 fu l’anno dove il polo fu chiuso definitivamente con la rinuncia da parte della Montecatini della concessione.

Véronique Angeletti

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