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Liliana Paisa, le poesie scritte durante le passeggiate in montagna

Buona serata con alcune poesie scritte dalla poetessa fabrianese Liliana Paisa, infermiera del reparto di Riabilitazione Intensiva all’ospedale Profili. “Sono versi nati in mezzo alla natura, durante le mie passeggiate in montagna” racconta. Buona lettura!

RITORNO
Ci svegliamo – disegno astratto
di una stella caduta nel sonno.
Bramati richiami di colori passati.
Prendiamo le nostre ombre di carbone-
autoritratto contestato- l’impronta
per ricordarci il ritorno.

L’ATTIMO
L’attimo vende il suo Giuda
al tempo delle stelle,
al giorno che abita la propria ruggine
e se ne va nelle acrobazie
di un corpo senza ombre,
nell’amore dipinto sulle maschere di festa.
Va l’attimo a sgretolarsi e ricomporsi
nelle piccole particelle
dell’illusoria materia.

SCENDEVANO DAI TETTI
Scendevano dai tetti i pensieri di martedì
come i gatti stregati dalla luna piena,
come i granelli di polvere con la materia
dei cieli dentro.
Pensieri scolpiti dalle insonnie collettive,
dagli amori proibiti,
da tutte le rinunce di un solo giorno.
Quei pensieri – rugiada delle mani
rimaste indietro ai gesti.

GIUGNO
Ho raccolto i pensieri caduti sul marciapiede,
sindrome dell’abbandono,
solitudine ferita nel midollo – grido tagliente
nell’asfalto.
Bruciavano ancora nell’ombra di chi passava sopra,
tacchi a spillo, bastone del vecchio, ribelli cammini.
Li ho portati nel campo di papaveri, nella danza
di tutte le ali in volo, nel vento sazio,
ebbrezza di ginestre.
Pensieri di tutti cuciti uno ad uno con filo di giugno
sul marciapiede salvato dall’anonimato.

GLI ANTENATI
Mi sveglio sulla stessa parte del nome,
con la storia girata nelle vallate profonde –
acque inquiete per i sogni, per gli antenati.
Loro smarrivano ancora la lacrima
per un Dio Maggiore.
A lui chiedevano di essere battezzati
nelle nuove costellazioni, di essere benedetti
da tutta quella polvere caduta – pelle e anima.
Aspettano ancora nelle particelle di una vita
sognata mille volte sulla stessa parte del creato.
Per questo giro il nome ad ogni risveglio,
per sentirli gocce di rugiada
sulle mie arse, bramose mattine.

Liliana Paisa