IL PAESE CONQUISTA LA MODERNITA’ – di Alessandro Moscè

L’Italia procede e sembra finalmente entrare nella modernità, rispetto ad altre nazioni che ci hanno preceduto nelle scelte sugli usi e i costumi quotidiani. Renzi è approdato dove avevano fallito Prodi e Berlusconi, tramutando in legge le unioni di coppie omosessuali. Diritti e doveri simili a quelli ottenuti con il matrimonio, tranne l’adozione. Sinteticamente, la legge sulle unioni civili consente l’accesso all’istituto delle coppie di fatto. Dall’unione deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale, materiale e alla coabitazione. Non c’è obbligo di fedeltà come invece nel matrimonio, un punto che ha suscitato polemica, tanto che il Partito Democratico starebbe pensando di annullare l’obbligo di fedeltà anche per le coppie che si uniscono in matrimonio. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Un esempio del Paese che guarda avanti e conquista la modernità viene, ancora una volta, da Papa Francesco e dal Vaticano. L’annuncio, anche se prudente nei toni e nelle modalità, è destinato a segnare una nuova strada. Il Pontefice ha affermato che istituirà una commissione di studio sul diaconato femminile, come esisteva nella chiesa primitiva, ritenendo che le donne diacono sono “una concreta possibilità”. Non si discute quindi di donne sacerdote, ma il diaconato è il primo grado dell’ordine sacro, che prevede poi il sacerdozio e l’episcopato. Bergoglio ne ha parlato durante l’udienza all’Unione internazionale superiore generali (Uisg), davanti a mille religiose di tutto il mondo riunite a Roma per l’assise triennale. Il tema è emerso tra le domande e le risposte dell’incontro, quando è stato chiesto al Papa perché la Chiesa esclude le donne dal servire appunto come diaconi. Diritti, responsabilità, oneri, ma anche obblighi. L’impressione è che l’Italia sia ancora indietro, se si esclude qualche sporadica conquista. L’editorialista di “La Stampa” Massimo Russo propone un’agenda dei diritti. Sarebbe questa la vera identità di un Occidente smarrito e timoroso. Afferma: “Il nostro pensiero forte risulta l’antidoto migliore contro fanatici e integralisti. Con il Pil dei diritti e della responsabilità non ci sono sconfitti, né perdenti. Guadagniamo tutti, nessuno escluso, senza paura”. L’attuazione del principio non sembra, però, così facile e immediata.

Alessandro Moscè

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