Servono “prestazioni aggiuntive” per garantire i servizi in ospedale

Fabriano – Trovare una soluzione, tramite prestazioni aggiuntive, per evitare la riduzione dell’attività sia ambulatoriale che chirurgica che, in queste prime settimane dell’anno tocca, con mano, un nuovo stop e non per colpa diretta della pandemia da Coronavirus. E’ quanto ha chiesto, negli ultimi giorni del 2021, la Direzione medica del Presidio ospedaliero unico di Area Vasta 2 con una lettera che è stata inviata ai direttori dei vari Dipartimento degli ospedali di Senigallia, Jesi e Fabriano. La missiva, firmata dalla direttrice, Stefania Mancinelli, è indirizzata anche al Direttore Sanitario Asur, al Direttore di Area Vasta 2 e all’Ufficio Personale. “Ad oggi – si legge – non è dato sapere, nonostante le reiterate richieste, se da gennaio 2022 e nei mesi a seguire, verranno concesse dall’amministrazione prestazioni aggiuntive (non covid correlate) per carenza di organico in molte discipline, con particolare riguardo a quelle del dipartimento di Emergenza”. Inizia così il documento firmato dalla dottoressa Mancinelli. Nella lettera si richiede “ai direttori di Anestesia e Rianimazione che hanno ancora residualità di prestazioni aggiuntive di esaurirle”. C’è di più. “Le calendarizzazioni delle sedute operatorie, salvo diverse disposizioni, dovranno essere redatte isorisorse (cioè lo stesso numero per ogni specialità, ndr) almeno fino alla metà di gennaio e oltre in assenza di pronunciamento. I direttori delle Unità Operative delle varie Chirurgie dovranno redigere le proprie liste operatorie dando ovvia priorità agli interventi di emergenza urgenza dal momento che le sedurre sedute operatorie programmate saranno inevitabilmente ridotte”.

La comunicazione della Direzione del Presidio Ospedaliero Unico è chiara. “Con la presente si invita il direttore di Area Vasta 2 Guidi e l’Unità Operativa Complessa “Supporto Area Politiche del Personale” ad emettere quanto prima una determina previsionale in termini di prestazioni e impegno di spesa per l’anno 2022 non solo finalizzato al mantenimento di standard adeguati di attività operatoria – si legge – ma soprattutto al fine di garantire la continuità assistenziale nei pronto soccorso del presidio unico ospedaliero (Fabriano, Jesi e Senigallia, ndr), a Cingoli e nel reparto di Medicina di Fabriano”. Va detto, infatti, che sono a rischio le guardie sopracitate e che c’è un carico di lavoro non indifferente per i pronto soccorso che hanno personale carente e sono la prima barriera, sempre operativa, contro i casi covid-19. Da aggiungere che il reparto di Medicina del Profili sta andando in trasferta presso la struttura della lontana Cingoli a coprire turni. Non è la prima volta che, causa Covid-19 e causa carenza cronica di personale come diversi mesi fa in Anestesia e Rianimazione, si deve arrivare ad una contrazione di sedute operatorie in un periodo in cui si era iniziato a recuperare tutto ciò che era saltato nel primo periodo emergenziale della pandemia. Il rischio con l’incertezza sui tempi della chirurgia di elezione, è che sempre più utenti ricorrono al privato.

Marco Antonini

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