Respinto il Piano d’ambito dei rifiuti, parla il sindaco Santarelli

Sul caso rifiuti scende nuovamente in campo il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli. Dopo che i tecnici della Provincia hanno bocciato il Piano d’ambito dei rifiuti presentato dall’Ato, Ambito territoriale ottimale, al cui vertice c’è lo stesso presidente della Provincia, si cerca ancora di arrivare a una gestione unitaria, tra tutti i comuni dell’Anconetano, della raccolta, del trasporto e della gestione della spazzatura. Attacca il sindaco di Fabriano: “L’Ato è andato a sbattere ancora una volta contro il muro, accecata dalla sua stessa arroganza e dall’incapacità di analizzare le situazioni con la dovuta lucidità. Erano stati avvertiti che la direzione intrapresa avrebbe portato questo risultato, ma hanno preferito fare finta di niente e raccontare che andava tutto bene”. Il primo cittadino della città della carta evidenzia che “questa volta è la Provincia a sancire il fallimento dell’attività di programmazione e di produzione di atti importanti come il Piano d’Ambito”. Per Santarelli “nelle osservazioni che la Provincia fa proprio sui contenuti del Piano c’è una bocciatura severa che dovrebbe far vergognare tutti quelli che si sono resi responsabili di questo ennesimo fallimento”. Poi evidenzia che “a fine 2020 avevo preannunciato tutto quanto la Provincia oggi scrive e lo avevo fatto durante l’assemblea nella quale portarono per la prima volta l’approvazione del Piano e con un documento scritto che chiesi di allegare al verbale di quell’assemblea. Il documento non ricevette alcuna considerazione, ma anticipava quello che è successo ora”. Non mancano le critiche. “La Provincia dice chiaramente che il Piano non è stato integrato con le previsioni e indicazioni dettate dalle nuove normative. Proprio su questo si erano incentrati i miei interventi – dice Santarelli – nel tentativo di fermare la macchina e convincere i colleghi a un ripensamento sul voto. Anche gli altri enti chiamati ad esprimere un parere, ad esempio la Sovrintendenza, si limitano a dichiarare che nel Piano non ci sono elementi sufficienti a consentire una loro espressione a causa della mancata individuazione dei siti”.

m.a.

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