CONOSCIAMO L’ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEL DIABETICO DI FABRIANO

L’approfondimento di questa settimana è dedicato all’ATD, Associazione per la Tutela del Diabetico di Fabriano, un punto di riferimento per i pazienti affetti da diabete, malattia che purtroppo è piuttosto diffusa nel nostro comprensorio. Ne parliamo con le dottoresse Valeria Catufi, nuovo presidente dell’Associazione e Valentina Marinelli, presidente uscente.

Da quanti anni è operativa l’ATD e con quali finalità?

L’Associazione per la Tutela del Diabetico Fabriano ODV è nata nel 1994 ed opera nel settore dell’assistenza sociale e socio-sanitaria. Promuove tutte le iniziative a favore del diabetico sotto il profilo della prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e riabilitazione. Concorre ad assicurare ad ogni persona affetta da diabete il trattamento ottimale e ad una “socializzazione” intesa come inserimento in una vita normale. Valentina Marinelli fa parte dell’Associazione dal 2010 ed è stata eletta come presidente nel 2017, nel Consiglio è stata affiancata da subito dal Vice Presidente Giuseppe Fattorini, dal tesoriere Vincenzo Carbone e dalla Segretaria Franca Chiari. Il nuovo Direttivo, in data 15 maggio 2021, ha designato le nuove cariche sociali: Valeria Catufi (Presidente), Semmina Rossi (Tesoriere), Giuseppe Fattorini (Vice Presidente), Franca Chiari (Segreteria), Cinzia Boldrini, Mauro Sebastianelli, Roberta Raggi e Christelle Badoux.

Come si sostanzia la vostra collaborazione sul territorio?

L’ATD opera nel campo della prevenzione primaria e secondaria delle malattie metaboliche in modo sinergico con l’UOSD di Diabetologia dell’Ospedale di Fabriano. L’ATD Fabriano, inoltre, è parte integrante di una rete di associazioni a tutela dei diritti dei diabetici marchigiana e nazionale attraverso ATDM “Federazione Regionale delle Associazioni di Tutela dei Diritti dei Diabetici Marchigiani” e a FAND “Associazione Italiana Diabetici” con lo scopo di rappresentare attese ed istanze comuni, inerenti la malattia.

Riguardo la prevenzione, quali strumenti abbiamo a disposizione oggi?

Il diabete mellito è una malattia cronica complessa che richiede continui e molteplici interventi, finalizzati alla prevenzione delle complicanze acute e croniche; un’attività educativa della persona con diabete, finalizzata all’acquisizione delle nozioni necessarie all’autogestione della malattia; il trattamento delle complicanze della malattia, qualora presenti. L’efficacia dell’insieme di questi interventi nel migliorare gli esiti della malattia è sostenuta da sempre più numerose prove scientifiche. Un ruolo centrale dunque quello delle associazioni, un paziente informato e motivato è il primo passo affinchè poi segua con dedizione e convinzione la cura. Molti dei casi di diabete di tipo 2 possono essere prevenuti attraverso uno stile di vita adeguato con una buona dieta e costante esercizio fisico. La comunicazione è dunque importantissima per elevare il livello di consapevolezza ed educazione di potenziali pazienti. Fondamentale poi l’implementazione da parte dei sistemi sanitari regionali dell’integrazione tra medicina specialistica e territoriale resa possibile dalla definizione di percorsi assistenziali condivisi. In questi mesi è stato molto l’impegno di tutto il consiglio a favore della vaccinazione dei Diabetici ormai giunte al termine, con questo ci auguriamo al più presto di ricominciare tutte le consuete attività dell’associazione.

Attualmente è possibile garantire la socializzazione e l’inserimento ad una vita normale per i pazienti con questa patologia?

Il diabete mellito richiede diligenza, cura della malattia, un controllo giornaliero dei vari aspetti della vita e della salute in modo rigoroso, spiega la presidente Valeria Catufi. La dieta, l’attività fisica, la terapia, il monitoraggio glicemico, le visite mediche, l’attenzione alle complicanze rappresentano una routine. È possibile certamente socializzare. Ognuno può vivere la sua vita, fatta di impegni lavorativi, amicizie, lieti eventi, vacanze e tanto altro, considerando sempre questo impegno verso se stessi e attenzione verso la malattia.

Come vivono i pazienti il momento della diagnosi ?

Una diagnosi di diabete mellito determina l’insorgere di una situazione di paura e insicurezza che può influire negativamente poi sulla corretta attuazione delle attività di cura. Quando si assiste alla persona con diabete, l’aspetto dell’educazione e dell’empowerment è di importanza cruciale. Il processo educativo, soprattutto nella fase iniziale, ha come obiettivo sia insegnare alla persona con diabete a convivere con la malattia ed è dunque indirizzato alla qualità della vita, sia raggiungere gli obiettivi clinici della terapia e della prevenzione delle complicanze e quindi finalizzata al mantenimento dello stato di salute.

Quale sostegno garantisce al paziente l’ATD?

L’Associazione sicuramente da un sostegno importante al paziente, che agli inizi si trova spaesato e privo di informazioni. Essa promuove attività alle quali è possibile partecipare come i gruppi di cammino, i campi scuola, gli ambulatori itineranti con professionisti, il glicobus, incontri con medici e operatori sanitari volti a dare informazioni base; inoltre fa sentire meno soli perché unisce persone con diabete di diverse età che possono condividere tra loro momenti gioiosi ma anche difficoltà che incontrano nella gestione della loro malattia. Il Covid-19 ci ha fermati ma stiamo pensando già a nuovi progetti da proporre in sicurezza.

Come e dove può contattare la vostra Associazione un paziente affetto da diabete?

Purtroppo a causa del Covid abbiamo lasciato le nostre sedi (prima nei locali dell’AV2 Fabriano, in Via Marconi, a piano terra, poi la tensostruttura in via B. Buozzi) per dare la possibilità di fare i tamponi e le vaccinazioni. Al momento ci siamo sul territorio, ma senza sede. Questo purtroppo non aiuta i nostri associati, manca praticamente una segreteria che può rispondere alle loro richieste, un luogo di appartenenza anche perché far parte di un’associazione vuol dire anche condividere uno spazio fisico che si trasforma anche in spazio emotivo. Stiamo attendendo delle risposte, con la speranza di riuscire ad avere uno spazio possibilmente vicino all’UOSD di Diabetologia dell’Ospedale di Fabriano. Al momento possono contattare la dr.ssa Valeria Catufi  al numero329.4497485 o all’indirizzo mail valeriacatufi@virgilio.it).

Gigliola Marinelli

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