ELICA, SCIOPERO E CORTEO OGGI A CERRETO D’ESI

Fabriano – Nuovo sciopero e manifestazione sulla vertenza Elica. Fim, Fiom e Uilm hanno deciso che le astensioni dal lavoro, previste dal pacchetto di 16 ore di sciopero, scatteranno oggi, lunedì 24 maggio. Lo stesso giorno in cui, alle ore 13, in Regione ad Ancona, è fissato l’incontro tra il governatore Acquaroli e l’azienda. Le tute blu degli stabilimenti di Cerreto d’Esi e Mergo incroceranno le braccia per quattro ore. Dall’area antistante alla fabbrica di Cerreto d’Esi, dove verrà allestito un presidio, alle 9,30 si formerà un corteo di lavoratori che muoverà verso il centro, fino a raggiungere il municipio. Qui sindacati e lavoratori avranno un incontro con la giunta e il sindaco David Grillini, ma non è esclusa la presenza di altri sindaci. A quasi due settimane di distanza dalla manifestazione tenutasi a Fabriano davanti alla sede centrale di Elica, gli operai e le organizzazioni sindacali scendono di nuovo in piazza per ribadire netta opposizione a un piano di riorganizzazione fatto di 409 esuberi sui 560 dipendenti totali dei siti di Cerreto d’Esi e Mergo, il trasferimento del 70% delle produzioni italiane all’estero, nonché la chiusura dell’impianto cerretese e di interi reparti di quello di Mergo.

Il Coordinamento del Gruppo Elica

La contrarietà al piano di delocalizzazioni e licenziamenti presentato di Elica, oltre alla risposta delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata chiaramente manifestata da tutti: il Territorio, il Governo, tutti i sindaci dell’area montana e la Regione, hanno ritenuto inaccettabile e pericolosa la strategia della multinazionale; da ogni parte è arrivata la richiesta di ritiro del piano. Il silenzio da parte dell’impresa è stato assordante e nel frattempo, in maniera unilaterale, il progetto sta andando avanti: oggi, lunedì 24 maggio, è previsto un incontro bilaterale tra la Regione e l’azienda, in cui il Presidente Acquaroli si è impegnato a verificare se esistono i presupposti per aprire una discussione, confermando comunque che quanto presentato il 31 marzo non può essere il punto di partenza di nessuna discussione ed è inaccettabile per tutta la Giunta. Nel frattempo negli stabilimenti si sta lavorando in un clima pesantissimo dovuto all’annuncio dei licenziamenti e della dismissione delle produzioni, e alle azioni che l’azienda sta mettendo in campo per creare ulteriori paure e contrapposizioni tra le persone: siamo in presenza di una vera e propria bomba sociale che può esplodere in qualsiasi momento dentro e fuori le fabbriche. Il Coordinamento Unitario ritiene urgente una nuova convocazione del tavolo di crisi presso il MISE per provare a riprendere una discussione che l’azienda non ha mai voluto iniziare, e capire insieme come si possono costruire i presupposti per mantenere il lavoro in Italia, nell’interesse delle persone di Elica, del territorio e di tutto il Paese. Il Coordinamento Unitario conferma lo stato di agitazione proclamato subito dopo l’annuncio dell’azienda di volersi disimpegnare dall’Italia a favore della Polonia, con conseguenti 409 licenziamenti e annullamento di un’intera filiera produttiva. Il Coordinamento Unitario proclama un pacchetto di 16 ore di sciopero.

a cura di Marco Antonini