Torino, città industriale, città di storia e cultura

Nel giorno della ricorrenza del 4 maggio 1949, la tragedia di Superga che colpì il Grande Torino, ne ho approfittato per parlare di questa importante città italiana protagonista non solo del panorama industriale italiano, ma anche di una storia da capitale e di un centro che sta investendo molto in grandi eventi, in scenari legati al turismo, ala cultura, alla forte valorizzazione della sua storia.

Ritornando al Grande Torino, il 4 maggio, di rientro da Lisbona, l’aereo con a bordo la squadra capitanata da Valentino Mazzola si schianta sul colle di Superga: muoiono tutti i 31 passeggeri. “Il Torino era una squadra troppo meravigliosa per invecchiare”. titolò ‘Tuttosport’, il 5 maggio 1949. Era il Torino del presidente Ferruccio Novo che dominava da anni in Italia e si apprestava a vivere da protagonista una nuova stagione. Nonostante il Secondo conflitto Mondiale gli abbia tolto di fatto due Scudetti, ne ha vinti 4 consecutivi, più una Coppa Italia, lasciando pochissimo alle sue avversarie. I suoi giocatori sono l’ossatura della Nazionale italiana, che l’11 maggio 1947, contro l’Ungheria, scende in campo con 10 calciatori granata più Sentimenti IV, portiere della Juventus, e che nel 1950 dovrà difendere in Brasile il doppio titolo Mondiale conquistato nelle edizioni del 1934 e del 1938.

Come nel 2020, anche in questo 2021 si profila un 4 maggio da vivere “a distanza”. Il Torino, infatti, non salirà a Superga per la tradizionale messa di suffragio all’interno della Basilica nel giorno in cui cade il 72° anniversario della scomparsa del Grande Torino. Ancora troppo critica la situazione pandemica, nonostante le riaperture e la zona gialla in cui è collocato il Piemonte. Di Torino colpisce a prima vista soprattutto la compostezza del suo skyline circondato da imponenti vette alpine. Il capoluogo piemontese si presenta come una città dal fascino unico, dove sono passati imperatori, sono nati regni, dove è sorto il più importante distretto industriale italiano.

Torino, l’antica capitale sabauda è sicuramente una buona dimostrazione di come una città importante possa davvero cambiare pelle e identità. Dopo un secolo in cui è stata prevalentemente una città industriale, la filiera auto e tutto l’indotto che ruotava intorno a FIAT facevano sì che manifattura e fabbrica fossero l’esclusivo luogo di lavoro. A partire già dagli anni Ottanta quel modello, che per decenni ha fatto la fortuna di Torino, la globalizzazione, i nuovi mercati si sono poi aperti, la competitività e la città hanno dovuto affrontare quindi il ricostruirsi di una identità nuova. Torino così ha cambiato pelle, trasformandosi da città ad una vocazione a città aperta a molte vocazioni. La stessa industria è cambiata, concentrandosi su livelli di specializzazione più alti, la compagine finanziaria è cambiata grazie alla stagione di grandi fusioni bancarie, tanto che ora in città ci sono i due poli principali bancari del paese. E’ cresciuta così anche l’antica Università, con oltre 100.000 studenti, due atenei d’eccellenza e quasi 15.000 studenti stranieri. Torino ha investito forte nella cultura, grande scelta strategica che ha fatto si che la città divenisse anche un importante polo turistico e culturale. La città ha un notevole patrimonio culturale artistico e architettonico, la Reggia di Venaria che è diventata ormai uno dei più importanti siti museali d’Italia, Palazzo Reale, Palazzo Carignano, dove si tenne il primo Parlamento del regno e dove tuttora c’è il Museo del Risorgimento, il Quadrilatero romano, Piazza Castello, la Galleria Sabauda con capolavori che vanno dai fiamminghi ai grandid ella storia dell’arte, l’eccellenza mondiale del Museo Egizio, il secondo per importanza dopo Il Cairo, la Mole Antonelliana, vera icona della città, che ospita un museo sul cinema di alto livello.

Trasformazione dovuta grazie a fondazioni bancarie, imprese, società civile e amministrazioni che hanno aiutato questo processo e che hanno favorito ed individuato partnerships, donazioni e sponsorizzazioni.
Grandi Mostre hanno portato negli anni scorsi alti flussi di visitatori, mostre create anche attraverso accordi coi grandi musei come l’Hermitage di San Pietroburgo e il Reina Sofia di Madrid, la logica di scambio, dei rapporti, anche per la musica vedi l’Orchestra del Teatro Regio attiva nei più prestigiosi teatri della musica. Torino così ha affrontato la crisi dei mercati, trasformandosi, Torino città d’arte e di storia, Torino Città Creativa UNESCO per il Design, Torino città legata alle grandi mostre e ai suoi musei moderni, Torino città di sport con le due squadre calcistiche di grande tradizione come Torino e Juventus, Torino città industriale, ma anche turistica, i giochi Olimpici Invernali del 2006 sono stato il coronamento e la vetrina Mondiale di questa voglia di rilanciarsi e di trovare una nuova identità diventando un grande centro con forte appeal a livello europeo.

Francesco Fantini

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