LA CITTA’ DELLA CARTA SOTTO QUOTA 30MILA ABITANTI (CON 3.863 DISOCCUPATI)

Fabriano – La città della carta è scesa sotto ai 30mila abitanti ufficialmente registrati all’Anagrafe comunale. Al 31 dicembre 2020, infatti, erano 29.762 i residenti, con un calo, rispetto all’anno precedente, di 442 unità (e con 3.863 disoccupati iscritti al Ciof). Tanti i motivi che hanno portato anche Fabriano a diminuire costantemente il numero della popolazione che ha scelto di vivere nell’entroterra. Un problema che riguarda molte località italiane alle prese con una crisi economico-lavorativa senza precedenti, con la denatalità e il clima di incertezza che si respira. In città si riflette su ciò che potrebbe cambiare, nei prossimi anni, a seguito del calo sotto la soglia dei 30mila abitanti, come la composizione più ristretta del consiglio comunale che potrebbe perdere fino a un massimo di 9 unità. Spiega il sindaco, Gabriele Santarelli: “In realtà non ci sono conseguenze automatiche se non la composizione del consiglio comunale, ma anche in quel caso bisogna vedere bene perché in teoria i dati di riferimento sono quelli del censimento”. Risale al 2011 l’ultima indagine fatta, da parte dell’Istat, con il conteggio di ogni singolo individuo attraverso un operatore che, porta a porta, registra ogni particolare di un determinato nucleo familiare o via web. Il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, ha fotografato la popolazione residente in Italia al 9 ottobre 2011 quando eravamo ancora sopra la soglia. Se nel 2002 i residenti erano 30.019, dieci anni dopo, salirono a 31.020 (+3,3%) per crescere lievemente ancora e iniziare una discesa fino agli attuali 29.762. Il prossimo consiglio comunale, quindi, potrebbe essere composto da 16 esponenti in tutto e non più 25. “Poi è chiaro che alcuni contributi vanno in base agli scaglioni della popolazione – prosegue il sindaco – ma il limite non è 30 mila. Riferendoci, ad esempio, al Decreto Fraccaro lo scaglione è da 25mila a 50mila”.

Raccolt differenziata

A distanza di alcuni anni dall’arrivo delle isole ecologiche, aumentano le strutture a peso per il conferimento dei rifiuti. Sono in tutto 18 e si andranno ad aggiungere alle 43 già esistenti sul territorio. La novità riguarda Via Martiri della Libertà, Via Romagnoli, Via Sassi e Via Don Pietro Ragni. “Oltre a queste – dice il primo cittadino, Gabriele Santarelli – abbiamo in programma di installarne altre grazie al finanziamento che l’Ufficio Ambiente ha ottenuto dalla Regione Marche per un importo pari a 720 mila euro. In questo caso le isole saranno acquistate e non noleggiate. Altri finanziamenti ottenuti, 84 mila euro, riguardano la sperimentazione delle compostiere di comunità per le quali mi sono battuto in sede di Assemblea dei Soci di Ata senza ottenere purtroppo molta attenzione. L’uso di queste compostiere – prosegue – consentirebbe di diminuire la taglia dell’impianto di compostaggio previsto per la Provincia di Ancona e di abbattere notevolmente i costi per la gestione dell’organico visto che si azzererebbero le spese per il trasporto”.

Marco Antonini

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