PDL FABRIANO CITTA’ CARTA E FILIGRANA, “UN PÒ DI LUCE E PIÙ DI QUALCHE OMBRA”

A cura dell’Associazione Fabriano Progressista

Nel mese di dicembre dell’anno appena concluso è stata presentata all’Assemblea legislativa della nostra Regione la proposta di legge, contrassegnata con il n° 8, a firma dei consiglieri Biondi, Marinelli ed altri. Il testo è intitolato ” Riconoscimento, promozione e valorizzazione di Fabriano, città della carta”. I contenuti sono scanditi in 7 articoli a cominciare dalle finalità per terminare con le disposizioni finanziarie. Una iniziativa questa che, pur tra luci ed ombre come si vedrà, rende orgogliosa l’Associazione Fabriano Progressista per il sostanzioso concorso offerto alla rivalutazione del FARE della Città e dei suoi valori, al recupero della sua identità storica, culturale e materiale, e per averne così spianato il cammino a livello politico e normativo. Un lavorìo certosino della nostra Associazione in ordine alla problematica della carta e della filigrana, tutto sviluppatosi nell’alveo delle competenti istituzioni. Attraverso il fertile confronto con l’Assessore alla cultura della giunta uscente. Per mezzo del deposito nel dicembre 2018 di un ragionato e motivato ordine del giorno da parte del consigliere Arteconi, discusso e fatto proprio all’unanimità dal Consiglio comunale purtroppo solo nel mese di aprile 2019. Mediante la elaborazione di una ipotesi di proposta di legge sul modello di quella per Castelfidardo, ben nota nelle stanze della Regione.

Comportamenti non improvvisati dunque, concreti e lineari. Un esercizio di “buona” politica attento alle istanze e alle idee della società civile e alle riflessioni degli studiosi e degli esperti. Concreti, mentre il governo cittadino si compiace, soddisfatto, dei suoi like condivisi, restando incerto, privo com’è di una visione della Città, nell’adottare strategie e interventi adeguati sulle questioni di fondo. Lineari, quando invece il segretario della maggior forza di opposizione fabrianese, alla ricerca forse di personali consensi, scavalca di fatto i rappresentanti consiliari del suo partito sottoscrittori convinti dell’ordine del giorno comunale, scegliendo corsie autonome e interlocutori privilegiati.

E veniamo al progetto di legge. Spiragli di luce, finalmente, in qualche modo, per il territorio fabrianese, troppo spesso scarsamente considerato dai Palazzi regionali, se non negletto. Tante questioni aperte stanno a dimostrarlo ampiamente. Le infrastrutture ancora “in-compiute”, i servizi sanitari penalizzati, l’Area Vasta Montana negata, così fondamentali oggi che il covid19 continua a tendere insidiosi agguati. Il disimpegno nell’avviare la procedura per la definizione di crisi complessa a causa delle gravi criticità della produzione e della occupazione del territorio fabrianese. I cronici ritardi nel sanare le ferite del sisma ancora manifeste. Luci ed ombre dicevamo. Resta infatti qualche opacità nel proposto articolato di legge regionale. Abbiamo rilevato, cioè, nel testo incongruenze e mediazioni disarmoniche dovute, probabilmente, alla provenienza delle disposizioni da fonti e soggetti eterogenei e che qui per ovvie ragioni non possiamo tutte elencare. Un esempio, soltanto, si confronti la perentoria formulazione del titolo con le affermazioni espresse poi all’inizio dell’art.1. Siamo convinti, ad ogni modo, che il legislatore regionale provvederà sia in commissione sia in aula ad effettuare emendamenti qualificati in modo da evitare quella “cattiva” scrittura delle regole tanto deprecata ai fini della certezza del diritto da chi per professione lo pratica o lo teorizza.

E in conclusione, abbiamo constatato, il che non può non lusingarci, che una parte corposa di contenuti è stata ripresa alla lettera dalla nostra ipotesi, non ignota negli apparati amministrativi regionali. Con una “lieve specificità” che la nostra è elaborata con una enfasi particolare sulla filigrana all’interno di un contesto più proprio, fabrianese, e non certo per ragioni campanilistiche,. É sufficiente in tal senso analizzare, anche con una rapida scorsa, gli articoli 2 e 3. I firmatari fabrianesi della proposta non potevano non sapere ciò che affermiamo. Ne apprezziamo il fervore, ma un atteggiamento critico e prudente, avrebbe dovuto, detto senza vis polemica, indurre ad un minimo di citazione del contributo da noi reso alla collettività. Non aggiungiamo altro. Il percorso e il metodo politico dell’Associazione Progressista Fabrianese sono trasparenti, sono sotto gli occhi di tutti. L’abbiamo dimostrato fin dalla prima seduta dell’attuale Consiliatura, esponendoci con un costante impegno e maturando con tenacia azioni responsabili e soluzioni praticabili per tutte le necessità e le urgenze che ormai da tempo assillano Fabriano e il suo territorio.

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