MOVIDA IN CENTRO, UN PROBLEMA SOCIALE DI ORDINE PUBBLICO

Jesi – Emergenza Covid, il punto dell’Amministrazione comunale di Jesi.

Tutte le attività di competenza del Comune di Jesi per gestire le problematiche legate alla movida dei fine settimana sono state prese in esame, dando risposte concrete. Dopo il recente incontro con i rappresentanti dei residenti del centro storico che hanno manifestato le loro legittime preoccupazioni e chiesto di intervenire, è stato ampliato, con un doppio turno, il servizio di pulizia del centro il sabato e la domenica mattina, sono stati convocati i rappresentanti degli operatori di pubblici esercizi per sensibilizzarli sul rispetto delle norme, sono stati avviati gli atti amministrativi necessari per favorire l’utilizzo dei bagni pubblici anche in orario notturno.

Quello che ci troviamo ad affrontare negli ultimi mesi, specie dopo la chiusura di discoteche e spazi di aggregazione notturna, è piuttosto un fenomeno non controllabile che non attiene in alcun modo alla sfera di competenza di un Comune, perché è una questione di ordine pubblico, tanto è vero che, anche su segnalazione di questa Amministrazione, sono intervenute le forze di polizia che hanno compiuto un importante intervento di natura repressiva solo due settimane fa, intervento che ci auspichiamo non sia sporadico ma che, nelle prossime settimane, venga reiterato.

Quello che è certo è che quello dell’eccesso dell’uso di alcol e sostanze stupefacenti è un problema sociale che impone anche una presa di coscienza a più livelli, a partire dalle famiglie, per azioni di educazione civica efficaci e puntuali. Perché questi gruppi di giovani e giovanissimi che in piena notte, anche dopo diverse ore dalla chiusura dei pubblici esercizi, bivaccano in centro con schiamazzi e comportamenti incivili, devono stimolare riflessioni da parte dell’intera comunità, visto che sono gli stessi che fino a poco tempo fa, nei medesimi orari, facevano le stesse azioni nelle vicinanze di una discoteca, adesso chiusa, che si trova nei pressi del centro storico cittadino. È per questo che riteniamo debba essere avviato un progetto volto alla prevenzione che punti a intercettare e recuperare quei giovani che sono avviati in un percorso avanzato di assunzione di sostanze o alcol.

Va anche aggiunto – ma non è un mal comune mezzo gaudio – che quanto si registra a Jesi è del tutto simile (come è ovvio che sia essendo un fenomeno sociale che interessa l’intero territorio nazionale) a quello che tantissime altre città vicine e lontane stanno vivendo, a partire da Ancona e dagli altri centri presi ad esempio dai nostri concittadini.

cs

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