OSPEDALE PROFILI, PARLA IL DIRETTORE DI AREA VASTA 2, GIOVANNI GUIDI

di Marco Antonini

Giovanni Guidi, direttore di Area Vasta 2, il potenziamento del polo chirurgico del Profili è stato annunciato più volte. Quali decisioni in materia di organico (e non solo) sono state prese in quest’ottica? E la nuova palazzina chirurgica a che punto è? E l’ala A inagibile?

Il polo chirurgico di Fabriano, durante tutto il periodo Covid , ha dimostrato di sostenere il peso dell’attività chirurgica dell’Area vasta 2, certamente con la collaborazione di tutti i professionisti della stessa area; lo sviluppo delle funzioni apicali degli ultimi due anni dimostra l’impegno a rafforzare questa funzione. Il progetto di realizzazione del nuovo blocco operatorio e rianimazione evidenzia il rafforzamento di tale azione. Ad oggi, invece, non vi sono né finanziamenti, né progetti, per la messa in sicurezza dell’ala A, inagibile dopo gli eventi sismici del 2016.

Il piano ferie sta creando preoccupazione: perché l’accorpamento di tre specialità chirurgiche e il taglio dei posti letto in un momento in cui bisognava recuperare il pregresso bloccato dalla pandemia?

Il piano ferie è una procedura che viene realizzata tutti gli anni. In particolare quest’anno, e in questa stagione estiva, riveste un’importanza particolare dopo il tragico evento Covid e con tutto quel che ha comportato -sia come carico assistenziale che emotivo, per tutte le professioni sanitarie e non-. Come ogni anno c’è una riduzione dei posti letto nei quattro ospedali dell’area vasta 2, con lo scopo di garantire le ferie estive del personale. Tale transitoria riduzione dei posti letto, tiene conto del tasso di occupazione degli stessi in un periodo in cui c’è un naturale calo fisiologico della domanda e una riduzione, anch’essa fisiologica, dei ricoveri programmati (un esempio tra tutti: pochi si vogliono operare di protesi d’anca, di ginocchio o di ernia nel periodo estivo). A Fabriano, nello specifico, la riduzione temporanea con accorpamento di tre posti letto di ortopedia, tre di otorinolaringoiatria e tre di oculistica, ha consentito di riaprire -nella sede autorizzata dalle norme regionalil’Hospice, che nell’emergenza Covid era stato temporaneamente ed impropriamente spostato nella RSA di Sassoferrato. La riapertura nel superamento della criticità è un segno di attenzione verso una fascia di popolazione apparentemente trascurata per esigenze impellenti, ma altrettanto bisognosa di cure e di particolari attenzioni, che un sistema sanitario avanzato deve garantire al pari delle altre prestazioni.

Ci sono due ortopedici che non hanno ottenuto aspettativa da Av3, dopo aver vinto il concorso, e di conseguenza non si sono potuti spostare in Ortopedia a Fabriano, Av2. È una guerra tra fratelli? Bisognava ricorrere alle vie legali?

La carenza di medici specialisti è un dato nazionale -legato alla programmazione e al finanziamento delle borse di studio- che allineano l’Italia agli altri stati europei. A fronte di una importante mobilità, per non interrompere i servizi si è costretti a volte a posticiparla. Malgrado ciò il sistema è garantista e la decisione definitiva viene rimandata al giudice del lavoro che ha gli strumenti necessari ad un corretto giudizio. In ogni caso, si verificheranno le varie possibilità affinché sia a Fabriano che a Camerino si possano garantire in sicurezza le attività previste. Tutto questo, in carenza di specialisti, vale anche per le assegnazioni future.

I 10 posti letto in Medicina tolti l’anno scorso verranno riassegnati?

Come detto, per la copertura dei posti letto vale il criterio del tasso di occupazione nel periodo: i dieci posti letto di medicina mancanti, derivano dal calcolo dell’effettiva occupazione dei posti letto. L’emergenza covid ci ha insegnato che quando servono posti letto aggiuntivi per affrontare l’evento epidemiologico, ci sono le risorse per farvi fronte.

Sono in arrivo medici, infermieri e oss per il Profili nei prossimi mesi, dopo l’ottimo lavoro come ospedale “no Covid”?

Dei medici e della loro disponibilità si è già detto ampiamente. Anche per gli infermieri si rilevano criticità analoghe. Riteniamo di poter risolvere con il concorso attualmente in atto (circa tremila candidati). Questo, che avrà termine in autunno, assegnerà nuova linfa a tutti gli enti del Servizio Sanitario Regionale, perchè attraverso il concorso si possono assegnare posti a tempo indeterminato.

La ferita del punto nascita soppresso è ancora aperta. 8mila bambini dell’entroterra hanno diritto a un reparto di Pediatria vero e proprio, non crede?

La chiusura del punto nascita è la conseguenza dell’applicazione del decreto 70. Malgrado ciò, il dipartimento Materno-infantile dell’AV2 riesce a coprire egregiamente tutti i bisogni della popolazione pediatrica, in stretta collaborazione con i Pediatri di Libera Scelta. Si stanno comunque studiando altre formule, che possano offrire la possibilità di servizi aggiuntivi anche per la sede di Fabriano, per la garanzia dell’applicazione -in modo uniforme- dei Livelli Essenziali di Assistenza, già comunque ampiamente garantiti.

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