40 anni dopo la scomparsa a Beirut di Italo Toni e Grazella De Palo

Sassoferrato – A 40 anni dalla scomparsa dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo, avvenuta a Beirut il 2 settembre 1980, i familiari e la comunità sassoferratese, intendono conservare la memoria di due persone che, nello svolgimento del proprio lavoro a servizio dell’informazione, sono scomparse nelle nebbie dei troppi misteri italiani. Da segnalare la vicinanza, ai familiari della Federazione Nazionale della Stampa Italiana che chiede a gran voce di far luce sulla vicenda. A tal proposito mercoledì 2 settembre i familiari hanno incontrato il Presidente della Camera, Roberto Fico, al fine di sollecitare la rimozione del segreto di stato posto sulla vicenda.

Il punto

“Questo incontro era doveroso per ricordare i due giornalisti uccisi a 40 anni dalla loro morte. Abbiamo ribadito il nostro impegno per dare giustizia e un po’ di serenità alle loro famiglie che ringrazio. Lo Stato e la Repubblica devono essere sempre vicino a queste famiglie che patiscono tragedie simili. Rinnovo l’ impegno e la vicinanza perchè si mettano insieme i tasselli e si faccia giustizia”. Così, riferisce Ansa.it, il Presidente della Camera, Roberto Fico, dopo aver incontrato a Montecitorio i familiari di Italo Toni e Graziella De Palo, i due giornalisti scomparsi quaranta anni fa, il 2 settembre 1980, a Beirut, in circostanze ancora assolutamente misteriose.

Italo Toni, originario di Sassoferrato (Ancona) aveva 50 anni, Graziella De Palo, sua compagna di vita e di lavoro, aveva 24 anni. Erano andati in Libano per documentare le condizioni di vita dei profughi palestinesi e la situazione politico militare in quella zona. Secondo alcuni indagavano segretamente su un traffico di armi tra Italia e Libano. A dicembre 2019, su pressione dei familiari, la Procura di Roma ha riaperto le indagini per sviluppare le dichiarazioni di un nuovo testimone (di cui non è stato pubblicato il nome) secondo il quale Graziella De Palo raccoglieva informazioni anche sulla Strage alla stazione di Bologna, compiuta esattamente un mese prima della sua scomparsa. Secondo il fratello di Graziella, Giancarlo De Palo – ricorda Ossigeno per l’informazione, osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate in Italia con la violenza – la giornalista seguiva una “pista libanese”.

Marco Antonini

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