STOP ALLE PROTESI IN ORTOPEDIA E ALLO SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA

di Marco Antonini

Ogni giorno è una sorpresa all’ospedale Profili di Fabriano. I servizi sono sempre col contagocce per carenza di medici e infermieri. Situazione difficile da gestire. Il personale, arrabbiato e a tempo determinato, potrebbe essere attratto da contratti a tempo indeterminati in altri ospedali, cosa già verificata in molti casi e lasciare sguarnito l’ospedale. Le ultime due segnalazioni, di ieri mattina, riguardano i reparti di Ortopedia (già nell’occhio del ciclone da alcuni mesi per la mancanza del primario dopo il pensionamento dello storico responsabile, il dottor Salari) e Medicina dove non c’è più lo specialista che gestisce l’ambulatorio in Endocrinologia. A far clamore non è solo l’attesa per il ripristino dei posti letto più volte annunciata dopo la chiusura per le ferie estive, ma la mancanza di servizi importanti per la collettività. Al momento, infatti, ad Ortopedia non vengono eseguiti gli interventi chirurgici di protesi. Pare, infatti, che per mancanza di personale (sono al lavoro 4 medici su 8 più il primario previsti come da organico) queste operazioni si devono fare a Jesi. Non è l’unica specialità che soffre a Fabriano. Anche le donne con tumore al seno sono costrette ad andare col chirurgo del Profili a Senigallia. Da quando si lavora in equipe di specialisti i malati devono pure fare i conti non solo con la sfortuna di dover combattere contro il cancro, ma pure di dover attraversare la 76 e andare in una struttura gemella del Profili e non in un centro specializzato in quella patologia, come uno potrebbe pensare.

C’è grossa preoccupazione al Profili. Con lo stop agli interventi di protesi, vista la carenza di personale, aleggia la paura di un ridimensionamento del reparto, come successo a Pediatria, con trasformazione in servizio “day surgery” per interventi con dimissioni in giornata. La cosa, però, non trova riscontro ufficiale negli atti e quindi si spera nell’arrivo del personale. Discorso diverso in Medicina. Qui non c’è più il medico specializzato in endocrinologia, la materia che studia e controlla i disturbi associati alle ghiandole endocrine, come la tiroide, l’ipofisi, il pancreas, il surrene, i testicoli e le ovaie. L’unica dottoressa con questa specializzazione che gestiva l’ambulatorio, infatti, ha dovuto lasciare Fabriano perché Area Vasta 3 l’ha stabilizzata a tempo indeterminato presso l’ospedale di San Severino (cosa che non ha fatto Area Vasta 2). Peccato che il personale sia già carente nel reparto di Medicina e non ci siano in arrivo altri specializzati in questa materia che possano svolgere servizio ambulatoriale. A conti fatti, Medicina è una delle Unità Operative Complesse basilari per un ospedale e la partenza della dottoressa mette ancora più in difficoltà il reparto e aggrava la carenza di organico del reparto stesso. Da settimane, intanto, la politica lavora per presentare emendamenti, entro il mese, al nuovo Piano Sanitario regionale. L’obiettivo è quello di ottenere dalla Regione Marche la creazione di un’Area Vasta Montana dell’Asur per rendere autonomo il Profili e l’entroterra.

Il senatore M5s, Sergio Romagnoli, recentemente ha scritto al direttore di Area Vasta 2, Guidi, per fermare lo smantellamento del Profili e “per evidenziare la carenza di personale e chiedere di porre fine immediatamente a questa situazione. Ad oggi – dice Romagnoli – sono operativi soltanto 4 medici rispetto agli 8 previsti dalla pianta organica. E dopo il pensionamento del primario non è arrivato il nuovo responsabile”. Continua la presa di posizione dei politici per invertire la rotta del nosocomio alle prese con mancanza di personale in quasi tutte le unità operative. Vinicio Arteconi, Associazione Fabriano Progressista, invece, chiede che “tutti i sindaci dell’Unione Montana e i comuni limitrofi del Maceratese e del Pergolese, facciano sentire le loro ragioni e chiedano un colloquio con il Ministro della Salute”. Da settimane, intanto, si lavora per presentare emendamenti, entro questo mese, al nuovo Piano Sanitario regionale. L’obiettivo è quello di ottenere la creazione di una specifica Area Vasta Montana dell’Asur per rendere autonomo l’entroterra oggetto di continui tagli a servizi e personale. Dopo l’emendamento presentato da Fabrizio Volpini e Enzo Giancarli, Partito Democratico, anche altri partiti stanno studiando la cosa e potrebbero presentare analogo documento per fermare l’isolamento della città della carta.